Maria di Borgogna

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Maria di Borgogna
Ritratto di Maria di Borgogna di Niklas Reiser, 1500 circa, Kunsthistorisches Museum
Duchessa di Borgogna
Stemma
Stemma
In carica5 gennaio 1477 –
27 marzo 1482
PredecessoreCarlo il Temerario
SuccessoreFilippo il Bello
Altri titoliDuchessa di Brabante
Duchessa di Limburgo e Lothier
Duchessa di Lussemburgo
Duchessa di Gheldria
Margravia di Namur
Contessa Palatina di Borgogna
Contessa d'Artois
Contessa di Fiandra
Contessa di Hainaut
Contessa d'Olanda e Zelanda
Contessa di Charolais
Contessa di Zutphen
NascitaBruxelles, 13 febbraio 1457
MorteBruges, 27 marzo 1482
Luogo di sepolturaChiesa di Nostra Signora
Casa realeCasato di Valois-Borgogna per nascita
Casato d'Asburgo-Austria per matrimonio
PadreCarlo il Temerario
MadreIsabella di Borbone
ConsorteMassimiliano I d'Asburgo
FigliFilippo
Margherita
ReligioneCattolicesimo

Maria di Borgogna (Bruxelles, 13 febbraio 1457Bruges, 27 marzo 1482) governò i territori borgognoni dei Paesi Bassi e fu suo jure Duchessa di Borgogna dal 1477 fino alla sua morte. Come unica figlia di Carlo il Temerario, Duca di Borgogna, e di Isabella di Borbone, fu l'erede dei vasti, e notevolmente ricchi, domini borgognoni in Francia e nei Paesi Bassi in seguito alla morte del padre nella battaglia di Nancy il 5 gennaio 1477[1], ed è pertanto spesso definita come Maria la Ricca.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Maria nacque nel Palazzo del Coudenberg, il palazzo dei duchi di Brabante. Era la figlia di Carlo il Temerario, allora noto come Conte di Charolais, e della sua seconda moglie, Isabella di Borbone. La sua nascita, secondo il cronista di corte Georges Chastellain, venne accompagnata da un rombo di tuono che risuonava dal cielo crepuscolare altrimenti limpido. Il suo padrino era Luigi, Delfino di Francia, a quel tempo in esilio in Borgogna, la chiamò in onore di sua madre Maria d'Angiò. Le reazioni alla sua nascita furono contrastanti: il nonno di Maria, il duca Filippo il Buono, non rimase impressionato e "scelse di non partecipare al [battesimo] poiché era solo per una bambina", mentre sua nonna Isabella del Portogallo è stata felicissima della nascita di una nipote. Sua zia illegittima Anna fu nominata come responsabile dell'educazione di Maria e assegnò a Jeanne de Clito come sua governante. Jeanne rimase un'amica di Maria per tutta la vita.

Filippo il Buono morì nel 1467 e il padre di Maria assunse il controllo dello Stato borgognone. Poiché suo padre non aveva eredi maschi in vita al momento della sua ascesa, Maria divenne la sua presunta erede. Suo padre controllava un vasto e ricco dominio costituito dal Ducato di Borgogna. Di conseguenza, la sua mano in matrimonio fu ricercata con entusiasmo da un certo numero di principi. La prima proposta fu ricevuta dal padre quando lei aveva solo cinque anni, in questo caso quella di sposare il futuro re Ferdinando II d'Aragona. Successivamente fu avvicinata da Carlo, duca di Berry; suo fratello maggiore, il re Luigi XI di Francia, fu fortemente infastidito dalla mossa di Carlo e tentò di impedire la necessaria dispensa papale per consanguineità.

Non appena Luigi riuscì ad avere un erede maschio sopravvissuto all'infanzia, il futuro re Carlo VIII di Francia, Luigi volle che fosse lui a sposare Maria. Nicola I, duca di Lorena, aveva qualche anno più di Maria e controllava un ducato che si estendeva lungo il territorio borgognone, ma il suo piano per unire il suo dominio con quello di lei fu interrotto dalla sua morte nel 1473[2]. Un altro corteggiatore fu Giorgio Plantageneto, duca di Clarence (sostenuto dalla sorella Margherita di York), ma suo fratello Edoardo IV, impedì il fidanzamento sia per motivi politici che personali (inizialmente voleva sostenere suo cognato Anthony Woodville). La mossa del re fece arrabbiare il duca, che sembrò perdere il controllo e ricominciarono i conflitti con suo fratello, che alla fine lo portarono alla morte[3][4].

Trascorse i primi anni della sua vita con i genitori nel castello di Le Quesnoy, antica residenza dei conti di Hainaut, e nel 1463, quando suo padre divenne Governatore dei Paesi Bassi, si trasferirono[5] nel castello Ten Walle a Gand, nelle Fiandre. Qui Maria trascorse un'infanzia serena, lontana dal rigido cerimoniale di corte, circondata da altri bambini di famiglie nobili ed in piena libertà; nei boschi circostanti apprese le tecniche della caccia.

Nel 1468 suo padre Carlo sposò Margherita di York (1446-1503), sorella di Edoardo IV, con la quale Maria ebbe sempre un affettuoso rapporto.

Maria e Massimiliano

Regno[modifica | modifica wikitesto]

Maria assunse il governo dei domini di suo padre dopo la sua sconfitta nella battaglia di Nancy e la sua morte il 5 gennaio 1477. Luigi XI colse l'occasione per tentare di impossessarsi del Ducato di Borgogna vero e proprio e anche delle regioni di Franca Contea, Piccardia e Artois.

Il re era ansioso che Maria sposasse suo figlio Carlo e assicurasse così l'eredità dei Paesi Bassi per i suoi eredi, se necessario con la forza delle armi. La Borgogna, temendo il potere militare francese, inviò un'ambasciata in Francia per negoziare un matrimonio tra Maria e il delfino di sei anni (in seguito re Carlo VIII), ma tornò a casa senza fidanzamento; le richieste del re francese di cessione di territori alla corona francese furono ritenute inaccettabili.

In quello stesso anno i cantoni confederati Svizzeri discutevano se occupare o meno la Franca Contea; al congresso di Zurigo, del 24 gennaio 1478, venne firmata la pace tra gli Svizzeri e la Borgogna: i confederati rinunciavano a qualsiasi diritto sulla Franca Contea, mentre Massimiliano si impegnava a pagare un'indennità di 150 000 fiorini agli altri contraenti: i confederati, l'Austria, la Bassa Lorena e la lega delle città renane. Le truppe imperiali allora scesero in campo accanto ai borgognoni, nella guerra contro il re di Francia. La vittoria degli austro-borgognoni sui francesi alla battaglia di Guinegatte, del 7 marzo 1479, anche se non fu schiacciante, fermò l'avanzata francese e salvò le Fiandre. La guerra riprese con particolare violenza e ferocia e l'occupazione dell'Artois fu spietata, la città di Dôle fu data alle fiamme, mentre ad Arras, gli abitanti vennero dispersi e sostituiti con altri provenienti dalla Francia.

Il Gran Privilegio[modifica | modifica wikitesto]

Maria fu costretta a firmare una carta dei diritti nota come il Gran Privilegio a Gand il 10 febbraio 1477 in occasione del suo riconoscimento formale come erede di suo padre. In base a questo accordo, le province e le città delle Fiandre, del Brabante, dell'Hainaut e dell'Olanda recuperarono tutti i diritti locali e comunali che erano stati aboliti dai decreti dei duchi di Borgogna nel tentativo di creare uno stato centralizzato sul modello francese a partire dai loro disparati possedimenti nei Paesi Bassi. In particolare, il Parlamento di Mechelen (istituito formalmente da Carlo il Temerario nel 1470) fu abolito e sostituito con l'autorità preesistente del Parlamento di Parigi, considerato un docile contrappeso all'accentramento invadente intrapreso sia da Carlo il Temerario che da Filippo il Buono. La duchessa doveva anche impegnarsi a non dichiarare guerra, fare la pace o aumentare le tasse senza il consenso di queste province e città e solo ad assumere residenti nativi in posti ufficiali.

Tale era l'odio del popolo per il vecchio regime che, nonostante le suppliche della duchessa, due dei più influenti consiglieri di suo padre, il cancelliere Hugonet e il signore d'Humbercourt, furono giustiziati a Gand dopo che si scoprì che erano in corrispondenza con il re di Francia.

Matrimonio[modifica | modifica wikitesto]

Nell'autunno 1473 suo padre Carlo il Temerario cercò di ottenere, attraverso un incontro a Treviri con l'imperatore Federico III d'Asburgo, lo statuto di regno indipendente e anche il titolo di Re dei Romani, mentre a Federico III interessava di dare in sposa a suo figlio Massimiliano la figlia di Carlo. Dato che non fu raggiunto alcun accordo, il Temerario non acconsentì al fidanzamento dei due giovani. Subito dopo, Carlo combatté una guerra nel basso Reno a favore delle signorie di Colonia e per questo si attirò una temporanea ostilità da parte dell'imperatore. All'inizio della primavera del 1475 l'imperatore Federico III si riappacificò con Carlo e ripresero le trattative sul matrimonio tra i loro due primogeniti.

Peraltro, la precoce morte del padre, Carlo il Temerario, fece precipitare gli eventi. Maria scelse, tra i tanti suoi pretendenti, di sposare Massimiliano. Il matrimonio ebbe luogo a Gand il 19 agosto 1477. Il matrimonio di Maria con la Casa d'Asburgo diede inizio a due secoli di contese tra la Francia e gli Asburgo, una lotta che culminò con la guerra di successione spagnola.

Dal matrimonio con Massimiliano erano nati tre figli, due dei quali svolsero un ruolo chiave nella storia d'Europa sullo scorcio del XV secolo:

Quando avevano tempo, la coppia si sbizzarriva con la danza, la caccia, la musica e l'amore per gli animali. Maria cercò di insegnare il pattinaggio sul ghiaccio a Massimiliano, che però faticò a padroneggiarne la tecnica. Leggevano romanzi insieme. Subito dopo il matrimonio, portò i falchi nella loro camera da letto (che condividevano invece di vivere in appartamenti separati). Maria allattava lei stessa i bambini, ordinava i menu e pranzava con i mercanti di Digione. Maria tifava per suo marito nei tornei, durante i quali si dimostrò un magnifico giostratore, non solo nelle imprese di forza ma anche nel lusso che elargiva alle attrezzature, ai cavalli, agli accessori e agli ornamenti. All'inizio si parlavano in latino.

Secondo Haemers e Sutch, il contratto di matrimonio originale prevedeva che Massimiliano non potesse ereditare le sue terre borgognone se avessero avuto figli - questo significa che il fatto che la coppia avesse prodotto eredi avrebbe dato problemi a Massimiliano in seguito. Alcuni riportano che il contratto di matrimonio originale prevedeva che solo i figli di Maria e Massimiliano potessero rivendicare la sua eredità borgognona dopo la sua morte. Ma un mese dopo il loro matrimonio, fece un emendamento che designava Massimiliano come erede nel caso in cui non avessero figli - una clausola che avrebbero cercato di ripudiare dopo la sua morte.

Co-governo con Massimiliano[modifica | modifica wikitesto]

Con Massimiliano al suo fianco, la posizione di Maria divenne più forte, politicamente e militarmente. Sebbene fosse arrivato senza soldi, né esercito, né sostegno da parte dell'Impero, e senza precedenti esperienze di governo, la sua competenza in materia militare e il suo prestigio come figlio di un imperatore aumentarono la stabilità dei suoi regni[6].

A questo punto, la parte borgognona aveva perso molti capitani militari a causa delle defezioni verso la Francia sia prima che dopo la morte di Carlo il Temerario. La perdita del Ducato di Borgogna tagliò la spina dorsale dell'intero governo, costituito da alti amministratori e comandanti militari che provenivano dalla nobiltà francofona della Borgogna e della Piccardia[7][8]. Filippo di Kleve-Ravenstein, suo cugino e amico d'infanzia, venne nominò Stadtholder-General nel 1477, agendo come luogotenente di Massimiliano come ammiraglio dei Paesi Bassi[9][10]. Nonostante la reputazione della corte borgognona di lussuosa e ricca, Carlo il Temerario aveva perso tutta la sua fortuna nelle sue ultime tre disastrose campagne. I Paesi Bassi erano ricchi ma gli Stati erano riluttanti a pagare. Inoltre, il ducato aveva perso un quarto delle sue entrate fiscali e, a causa di nuove restrizioni, la metà delle sue entrate statali in totale[7]. Quindi la situazione finanziaria iniziale era molto tesa e Maria dovette impegnare molti dei suoi cimeli per finanziare i loro eserciti[11]. Dovette anche cedere alle richieste dei feudatari riguardo ad alcuni dei loro privilegi, in cambio del sostegno finale alla guerra di Massimiliano contro la Francia.

Nel 1478–1479 condusse una campagna contro i francesi e riconquistò Le Quesnoy, Condé e Antoing[12]. Sconfisse le forze francesi a Guinegatte, l'odierna Enguinegatte, il 7 agosto 1479[13]. Nonostante la vittoria, Massimiliano dovette abbandonare l'assedio di Thérouanne e sciogliere il suo esercito, sia perché i Paesi Bassi non volevano che diventasse troppo forte o perché il suo tesoro era vuoto. Inoltre, si dimostrò spietato quanto Carlo nel reprimere le ribellioni nei Paesi Bassi. Quando scoppiarono di nuovo i conflitti tra gli Hoeken e Kabeljauwen, l'arciduca riuscì a porre il conflitto sotto controllo e assicurò il dominio dei Kabeljauwen, ignorando il Gran Privilegio nel processo[14].

Tuttavia, ha mantenuto il suo primato politico tra la coppia. I suoi sudditi guardavano con sospetto allo status di straniero di Massimiliano e alle sue ambizioni militari. Temevano che avrebbe prolungato la guerra per riconquistare il Ducato di Borgogna[15], e anche che nuovi successi lo avrebbero rafforzato e fatto di lui una seconda venuta di Carlo il Temerario, la cui eredità aveva lasciato in loro un sentimento di disgusto[16]. Inoltre, secondo Philippe de Commines, Massimiliano, troppo giovane e in terra straniera, era stato "cresciuto molto male" e quindi non aveva la minima idea di come condurre gli affari di stato[17]. Maria e Margherita cercarono di insegnargli il francese e l'olandese, ma si rivelò uno studente pigro. Maria accompagnò Massimiliano nei suoi numerosi viaggi, fungendo da cuscinetto tra il principe e i suoi sudditi[18]. Secondo Juan Luis Vives, un autore quasi contemporaneo, quando i suoi sudditi le si avvicinavano per questioni politiche, consultava il marito, ma era sempre in grado di amministrare tutto secondo i propri desideri e Massimiliano, marito mite, non si sarebbe mai opposto alla sua volontà[19].

Gestiva gli affari interni e partecipava a tutte le assemblee in cui la coppia aveva bisogno di aumentare le entrate. La monetazione borgognona mostrava che Massimiliano non fu mai dotato del rango ufficiale che i mariti reali contemporanei come Ferdinando d'Aragona. Apparentemente, poteva imporre la sua volontà al coniuge anche in materia militare, come mostrato nelle due volte in cui ha provato a farlo. In un caso, raccontato da Massimiliano nel manoscritto delle Weisskunig, i suoi consiglieri cercarono di impedirgli di scatenare la guerra contro un esercito francese più forte che si era concentrato al fronte, ma era determinato a portarla a termine. I consiglieri chiesero aiuto a Maria, che gli ha detto che poteva andare ma che sarebbe dovuto tornare prima per salutarla[20]. Quando è tornato, lei lo ha prontamente rinchiuso nel suo appartamento. Dopo lunghe trattative, accettò invece di andare a ballare ed venne rilasciato. Nelle sue immagini e presentazioni ufficiali, è stata presentata come una governante attiva e imponente, di solito a cavallo e con un falco. Ha adottato un'immagine più pacifista di suo padre, ma la sua posizione di legittimo sovrano è stata enfatizzata mentre Massimiliano, corazzato e armato, tendeva a essere mostrato dietro sua moglie. Ciò era in contrasto con i ritratti di profilo commissionati da Massimiliano durante il suo successivo regno come imperatore[21].

Per rafforzare il sostegno al governo, si è concentrata maggiormente sulle apparizioni pubbliche[22][23].

L'inverno del 1482 fu rigido e la Francia aveva dichiarato il blocco del sale, ma la situazione politica nei Paesi Bassi era complessivamente positiva; l'aggressione francese fu temporaneamente frenata e la pace interna fu in gran parte ristabilita.

Morte[modifica | modifica wikitesto]

Monumento funerario di Maria di Borgogna nella chiesa di Nostra Signora a Bruges. Accanto alla tomba di Maria vi è inoltre il monumento funebre del padre Carlo I di Borgogna.

Nel 1482, una caccia col falcone nei boschi vicino al castello di Wynendaele fu organizzata da Adolfo I di Kleve, signore di Ravenstein. Maria amava cavalcare e stava cacciando con Massimiliano e i cavalieri di corte quando il suo cavallo inciampò, la gettò in un fosso e poi le atterrò addosso, spezzandole la schiena. Morì diverse settimane dopo, il 27 marzo, per lesioni interne, dopo aver redatto un testamento dettagliato. Fu sepolta nella chiesa di Nostra Signora a Bruges il 3 aprile 1482. Al momento dell'incidente era incinta.

Massimiliano era devastato. Inizialmente ella aveva nascosto l'entità della sua ferita per calmarlo. Quando Maria continuò a mostrare un dolore incontrollabile, egli fu costretto a uscire dalla sua camera in modo da poter discutere questioni di stato con i suoi nobili, riguardo ai quali chiese a loro di mantenere il giuramento di fedeltà a lui e ai loro figli. Massimiliano non era presente quando Maria pronunciò le sue ultime parole.

Il tribunale in bancarotta la onorò con un glorioso funerale, mentre Massimiliano fuse le stoviglie per l'occasione.

Sua figlia di due anni, Margherita, fu mandata invano in Francia, per sposare il Delfino, nel tentativo di compiacere Luigi XI e convincerlo a non invadere i territori posseduti da Maria.

Luigi fu pronto a riprendere le ostilità con Massimiliano e lo costrinse ad accettare il trattato di Arras del 1482, con il quale la Franca Contea e l'Artois passarono per un certo periodo al dominio francese, solo per essere recuperati dal Trattato di Senlis del 1493, che stabilì la pace nei Paesi Bassi. Il matrimonio di Maria con la Casa d'Asburgo si rivelò un disastro per la Francia perché l'eredità borgognona la portò in seguito in conflitto con la Spagna e il Sacro Romano Impero.

Nel 1493 morì l'imperatore Federico III. Massimiliano divenne il leader de facto dell'Impero e cedette il controllo dei Paesi Bassi al figlio suo, Filippo. A questo punto, le ribellioni contro l'autorità di Massimiliano erano state sottomesse con la forza e fu istituita una forte monarchia ducale.

La devozione che il popolo dei Paesi Bassi aveva verso Maria (spesso idealizzata come rappresentazione terrena della Vergine Maria) aiutò Massimiliano, i suoi figli e il governo centrale nel turbolento periodo successivo alla sua morte.

Ascendenza[modifica | modifica wikitesto]

Genitori Nonni Bisnonni Trisnonni
Giovanni di Borgogna Filippo II di Borgogna  
 
Margherita III delle Fiandre  
Filippo III di Borgogna  
Margherita di Baviera Alberto I di Baviera  
 
Margherita di Brieg  
Carlo I di Borgogna  
Giovanni I del Portogallo Pietro I del Portogallo  
 
Teresa Lourenço  
Isabella d'Aviz  
Filippa di Lancaster Giovanni Plantageneto, I duca di Lancaster  
 
Bianca di Lancaster  
Maria di Borgogna  
Giovanni I di Borbone Luigi II di Borbone  
 
Anna d'Alvernia  
Carlo I di Borbone  
Maria di Berry Giovanni di Valois  
 
Jeanne d'Armagnac  
Isabella di Borbone  
Giovanni di Borgogna Filippo II di Borgogna  
 
Margherita III delle Fiandre  
Agnese di Borgogna  
Margherita di Baviera Alberto I di Baviera  
 
Margherita di Brieg  
 

Nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Vaughan, Richard, Charles the Bold: the last Valois Duke of Burgundy, (Boydell Press, 2004), 127
  2. ^ (EN) Margaret L. Kekewich, The Good King: René of Anjou and Fifteenth Century Europe, Palgrave Macmillan UK, 31 ottobre 2008, p. 230, ISBN 978-1-4039-8820-1. URL consultato il 16 agosto 2022.
  3. ^ (EN) David MacGibbon, Elizabeth Woodville - A Life: The Real Story of the 'White Queen', Amberley Publishing Limited, 15 aprile 2013, ISBN 978-1-4456-1298-0. URL consultato il 16 agosto 2022.
  4. ^ (EN) David Bret, The Yorkist Kings and the Wars of the Roses: Part One: Edward IV, Lulu Press, Inc, 23 luglio 2014, p. 170, ISBN 978-1-291-95954-3. URL consultato il 16 agosto 2022.
  5. ^ Il trasferimento fu dovuto, dopo che i rapporti con Luigi XI di Francia si erano guastati, anche alla vicinanza del confine francese.
  6. ^ (EN) Jelle Haemers, For the Common Good: State Power and Urban Revolts in the Reign of Mary of Burgundy, (1477-1482), Isd, 2009, p. 23,25,26,38,41,100,266, ISBN 978-2-503-52986-8. URL consultato il 17 novembre 2021.
  7. ^ a b Jean-François Lassalmonie, Amable Sablon du Corail, La Guerre, le prince et ses sujets. Les finances des Pays-Bas bourguignons sous Marie de Bourgogne et Maximilien d'Autriche (1477-1493), Turnhout, Brepols, 2019, 632 p., ISBN 978-2-503-58098-2, in 2021/4, 68–4, 2021, pp. 189–191, DOI:10.3917/rhmc.684.0191. URL consultato il 16 agosto 2022.
  8. ^ (EN) Richard Vaughan e Werner Paravicini, Charles the Bold: The Last Valois Duke of Burgundy, Boydell Press, 2002, pp. 232, 233, ISBN 978-0-85115-918-8. URL consultato il 17 novembre 2021.
  9. ^ Arie de Fouw, Philips Van Kleef, een Bijdrage tot de kennis van zijn leven en karakter, academisch proefschrift, J.B. Wolters' uitgevers-maatschappij, 1937, pp. 15, 21, 22.
  10. ^ (EN) L. H. J. Sicking, Neptune and the Netherlands: State, Economy, and War at Sea in the Renaissance, BRILL, 1º gennaio 2004, pp. 66, 67, ISBN 978-90-04-13850-6. URL consultato il 17 novembre 2021.
  11. ^ (EN) H. Van der Wee, The Growth of the Antwerp Market and the European Economy: Fourteenth-Sixteenth Centuries, Springer Science & Business Media, 29 giugno 2013, p. 109, ISBN 978-94-015-3864-0. URL consultato il 27 ottobre 2021.
  12. ^ Loades (a cura di), Medieval History, Volume 4, Headstart History, 1994, p. 126, ISBN 9781859431252.
  13. ^ (EN) Arthur William Holland, Maximilian I. (emperor), in Hugh Chisholm (a cura di), Enciclopedia Britannica, XI, Cambridge University Press, 1911.
  14. ^ (EN) Willem Pieter Blockmans, Wim Blockmans e Walter Prevenier, The Promised Lands: The Low Countries Under Burgundian Rule, 1369-1530, University of Pennsylvania Press, 1999, p. 199, ISBN 978-0-8122-1382-9. URL consultato il 12 novembre 2021.
  15. ^ (EN) James D. Tracy, Emperor Charles V, Impresario of War: Campaign Strategy, International Finance, and Domestic Politics, Cambridge University Press, 14 novembre 2002, p. 71, ISBN 978-0-521-81431-7. URL consultato il 27 ottobre 2021.
  16. ^ (EN) Edward Sylvester Ellis e Charles Francis Horne, The Story of the Greatest Nations: A Comprehensive History, Extending from the Earliest Times to the Present, Founded on the Most Modern Authorities, and Including Chronological Summaries and Pronouncing Vocabularies for Each Nation; and the World's Famous Events, Told in a Series of Brief Sketches Forming a Single Continuous Story of History and Illumined by a Complete Series of Notable Illustrations from the Great Historic Paintings of All Lands, Niglutsch, 1914, p. 1903. URL consultato il 27 ottobre 2021.
  17. ^ (EN) Johannes Fried, The Middle Ages, Harvard University Press, 13 gennaio 2015, p. 501, ISBN 978-0-674-05562-9. URL consultato l'8 novembre 2021.
  18. ^ (EN) Patricia Carson, Flanders in Creative Contrasts, Davidsfonds, 1990, p. 132, ISBN 978-90-6152-545-5. URL consultato il 12 novembre 2021.
  19. ^ Tupu Ylä-Anttila, Habsburg female regents in the early 16th century, University of Helsinki, 1970, p. 36. URL consultato il 25 ottobre 2021.
  20. ^ Olga Karaskova, Marie de Bourgogne et le Grand Héritage : l'iconographie princière face aux défis d'un pouvoir en transition (1477-1530), Volume 1, Université Lille Nord de France, Université Charles-de-Gaulle – Lille 3, École doctorale Sciences de l'Homme et de la Société, Centre des recherches IRHiS – UMR 8529, Institut de Recherches Historiques du Septentrion, Musée de l'Ermitage, 2014a, pp. 139, 140. URL consultato il 27 ottobre 2021.
  21. ^ (EN) Ann M. Roberts, Excavating the Medieval Image: Manuscripts, Artists, Audiences: Essays in Honor of Sandra Hindman, a cura di David S. Areford, Routledge, 30 novembre 2017, pp. 135–150, ISBN 978-1-351-15846-6.
  22. ^ (EN) Catholic Church, Nicolas Spierinc e Áustria Biblioteca Nacional, The Hours of Mary of Burgundy: Codex Vindobonensis 1857, Vienna, Österreichische Nationalbibliothek, Harvey Miller, 1995, ISBN 978-1-872501-87-1. URL consultato il 22 marzo 2022.
  23. ^ (NL) Lisa Demets, Maria van Bourgondië, in Brabants Erfgoed, 1º settembre 2020. URL consultato il 22 marzo 2022.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Paul E. Martin, La confederazione svizzera nel Medioevo, cap. XI, vol. VI (Declino dell'impero e del papato e sviluppo degli stati nazionali) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 423–459.
  • R.G.D. Laffan, L'impero nel XV secolo, cap. VI, vol. VII (L'autunno del Medioevo e la nascita del mondo moderno) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 198–245.
  • Henry Pirenne, I Paesi Bassi, cap. XII, vol. VII (L'autunno del Medioevo e la nascita del mondo moderno) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 411–444.
  • Charles Petit-Dutaillis, Francia: Luigi XI, cap. XVIII, vol. VII (L'autunno del Medioevo e la nascita del mondo moderno) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 657–695.
  • Charles Arthur John Armstrong, The Burgundian Netherlands, 1477-1521, in Potter (a cura di), The New Cambridge Modern History, I, Cambridge at the University Press, 1957, ISBN 978-0521045414.
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  • Richard Vaughan, Charles the Bold: The Last Valois Duke of Burgundy, Boydell Press, 2004, ISBN 978-0851159188.
  • Ward, Prothero e Leathes (a cura di), The Cambridge Modern History, XIII, Cambridge at the University Press, 1934.

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