Michiel

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Michiel
Stemma dei Michiel
StatoBandiera della Repubblica di Venezia Repubblica di Venezia
Titoli
Etniaitaliana

I Michiel sono una famiglia patrizia veneziana, compresa tra le famiglie apostoliche.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Secondo la tradizione, i Michiel discendono da un certo Angelo Frangipane (un tempo Anici, ma chiamati Frangipane per via delľaiuto fornito alla popolazione durante una pubblica carestia), la cui linea di discendenza acquisì e aggiunse il cognome di Michiel - in riferimento, forse, al carattere buono e forte comparabile a quello dell'omonimo arcangelo, oppure per la presunta visione di esso (opinione non confermata). Angelo, figlio di un Tribuno romano, forse Flavio Anicio, era fuggito da Roma assieme ai fratelli Nicolò (stabilitosi dopo poco in Ungheria) e Agostino (la cui linea si pensa si fosse estinta nel 1347 nella persona di Giovanni Frangipane), ed erano giunti in laguna attorno al V secolo[1][2][3]. Inseriti sin dai primi tempi nella vita politica, avrebbero vissuto a Metamauco finché la sede del governo non fu trasferita a Venezia e uno di loro sarebbe stato tra gli elettori del primo doge Paolo Lucio Anafesto[1][2][4][5].

I Michiel ebbero prestigio soprattutto durante i primi tempi della Repubblica: nel XII secolo diedero ben tre dogi a breve distanza l'uno dall'altro (Vitale I, Domenico e Vitale II) ed accrebbero la loro potenza nello Stato da Mar, ottenendo le contee di Arbe e Ossero e la signoria di Paro[6].

A partire dal Duecento la famiglia fu coinvolta negli eventi in Oriente (tra cui ľinstaurazione al potere da parte di Baldovino I di Gerusalemme o Baudouin de Boulogne a discapito di Emanuele di Costantinopoli), ma successivamente perse d'importanza. Da essa provennero comunque altre personalità di spicco come Fantino, politico e generale, e Niccolò, viaggiatore[6].

Dopo la caduta della Serenissima, i vari rami della casata furono confermati nobili dall'Impero austriaco.

Il cognome è solamente riconosciuto dalla famiglia Bianchi Michiel, discendente da Luigi Bianchi, figlio di Bernardino e Caterina Michiel, il quale assunse anche il cognome della madre per disposizione testamentaria del nonno Luigi Michiel.

Michiel della Meduna[modifica | modifica wikitesto]

Il ramo assunse questa denominazione dal 22 maggio 1455, quando la Serenissima gli assegnò il capitaniato con sede a Meduna, carica che poté essere trasmessa per via ereditaria. La famiglia si insediò in un grande palazzo ricavato, forse, dai resti di un castello che era stato dei Patriarchi di Aquileia, antichi dominatori del territorio.

I Michiel della Meduna curarono particolarmente il loro piccolo feudo, apportando migliorie a livello economico, ambientale e urbanistico. Tra le ultime opere si ricorda lo scavo del canale Postumia, intrapreso da Marco Michiel nella seconda metà del Seicento. Il canale allontanava dal piccolo capoluogo le acque del Fiume, del Sile e del Livenza, risolvendo il problema dei frequenti allagamenti; d'altra parte, si danneggiarono i proprietari delle terre lungo i corsi d'acqua che intentarono una causa contro il nobile. Non si conosce l'esito della sentenza; certo è che ai primi del Settecento i Michiel lasciarono Meduna.

Il feudo passò in seguito ad altre famiglie: nel 1749 risultava capitano Francesco Duodo; più tardi era amministrato dai Loredan[7][8].

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma era inizialmente composto da sei fasce d'azzurro alternate a fasce d'argento. A queste si sovrapposero in seguito sei, cinque, quattro, tre, due e uno (a forma di grappolo ďuva) dischetti che ricordavano ľepisodio avvenuto durante l'assedio di Tiro, in cui il doge Domenico Michiel dovette pagare le milizie con monete di cuoio perché venute a mancare le monete d'oro e d'argento[5].

Membri illustri[modifica | modifica wikitesto]

Architetture[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dizionario storico-portatile di tutte le venete patrizie famiglie, Giuseppe Bettinelli, 1780, pp. 106-107.
  2. ^ a b Francesco Schröeder, Repertorio genealogico delle famiglie confermate nobili e dei titolati nobili esistenti nelle Provincie Venete, Vol. 2, Venezia, Tipografia di Alvisopoli, 1830, pp. 11-12.
  3. ^ D. Casimir Freschot, La nobiltà veneta.
  4. ^ Giuseppe Tassini, Curiosità Veneziane, note integrative e revisione a cura di Marina Crivellari Bizio, Franco Filippi, Andrea Perego, Vol. 1, Venezia, Filippi Editore, 2009 [1863], p. 444, ISBN 978-88-6495-062-4.
  5. ^ a b John Temple-Leader, Libro dei nobili veneti ora per la prima volta messo in luce, Firenze, Tipografia delle Murate, 1866, p. 57-58.
  6. ^ a b Michièl - Treccani
  7. ^ La Serenissima, su Storia di Meduna, comune.medunadilivenza.tv.it, Comune di Meduna di Livenza. URL consultato il 30 novembre 2011 (archiviato dall'url originale il 13 maggio 2014).
  8. ^ Scheda di palazzo Michiel-Loredan[collegamento interrotto] dal sito dell'IRVV.

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