Gian Paolo Thanner

Chiesa di San Pelagio di Tricesimo Natività (1535) parete nord del presbiterio.

Gian Paolo Thanner (Cividale del Friuli, 1475 circa – Tarcento, 1555) è stato un pittore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque in una famiglia di origine bavarese trasferitasi a Udine, poi a Tarcento e infine a Cividale del Friuli per motivi di lavoro. Il padre Leonardo fu a sua volta pittore e intagliatore, noto per i suoi altari. Alla bottega del padre, Gian Paolo apprese l'arte della pittura e si affermò in ambito locale come affreschista. Operò a partire dal 1504 in un'area geograficamente limitata nella parte orientale del dominio di terra della Repubblica Veneta (attualmente situata tra Friuli e Slovenia). Le sue opere, a prevalente tema religioso, decorano innumerevoli chiese, oratori, castelli e dimore storiche. I soggetti rappresentati attingono sia dall'antico che dal nuovo testamento, con prevalenza di alcuni temi: l'Annunciazione, la teoria dei santi, la Trinità, i quattro evangelisti. Considerato per lungo tempo dai critici più come un artigiano che come un artista, è stato rivalutato dopo il terremoto che colpì il Friuli nel 1976 e la conseguente ricostruzione che portò al restauro artistico di innumerevoli chiese lesionate e quindi alla scoperta di nuovi affreschi, a lui attribuibili, che erano stati coperti con malta o intonaco nei secoli successivi.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Affreschi della chiesa di San Silvestro (Attimis)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Federico Bincoletto (a cura di), Sulle vie del Thanner. Itinerari alla scoperta di tesori d'arte nelle chiese del Friuli centro-orientale, Pro loco "Gio Batta Gallerio" di Vendoglio, 2009.
  • Italo Dreosto, La chiesa di San Pelagio in Adorgnano di Tricesimo, La Nuova Base, Udine, 1979.
  • Costantini C., Mansutti M., Martinuzzi M., Gian Paolo Thanner. Un pittore popolare nel Cinquecento Friulano, catalogo della mostra (Tricesimo, 28-31 agosto 1998), Parrocchia di S. Maria della Purificazione di Tricesimo, 1998.

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