Valle d'Aosta

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Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste
regione autonoma a statuto speciale
(IT) Regione Autonoma Valle d'Aosta
(FR) Région Autonome Vallée d'Aoste
Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste – Stemma Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste – Bandiera
(dettagli) (dettagli)
Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste – Veduta
Il castello di Fénis, uno dei simboli della Valle d'Aosta
Localizzazione
StatoItalia Italia
Amministrazione
CapoluogoAosta-Stemma.png Aosta
PresidenteRenzo Testolin (Union Valdôtaine) dal 16-12-2019 (ad interim)
Lingue ufficialiitaliano, francese
Data di istituzione1946[1]
Territorio
Coordinate
del capoluogo
45°44′14″N 7°19′14″E / 45.737222°N 7.320556°E45.737222; 7.320556 (Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste)Coordinate: 45°44′14″N 7°19′14″E / 45.737222°N 7.320556°E45.737222; 7.320556 (Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste)
Altitudine951 m s.l.m.
Superficie3 260,9[2] km²
Abitanti125 332[3] (31-08-2019)
Densità38,43 ab./km²
Provincenessuna[4]
Comuni74
Regioni confinantiPiemonte, Alvernia-Rodano-Alpi (Francia Francia), Vallese (Svizzera Svizzera)
Altre informazioni
Lingueitaliano (ufficiale), francese (ufficiale), francoprovenzale valdostano (riconosciuta), walser (protetta), piemontese
Cod. postale11100, 11010-11029
Prefisso0165-0166-0125
Fuso orarioUTC+1
ISO 3166-2IT-23
Codice ISTAT02, 007
TargaAO
Nome abitanti(IT) valdostani
(FR) valdôtains
PIL(nominale) 4.453 mln [5]
PIL procapite(nominale) 35.200 [5](2017)
(PPA) 35.700 [5](2017)
Rappresentanza parlamentare1 deputato
1 senatore
InnoMontagnes Valdôtaines
Cartografia
Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste – Localizzazione
Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste – Mappa
Carta della regione autonoma
Sito istituzionale

La Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste (Val d'Outa in francoprovenzale,[6] Val d'Osta in piemontese,[7] Augschtalann[8] oppure Ougstalland[9] in walser) è una regione italiana a statuto speciale dell'Italia nord-occidentale, con capoluogo Aosta, da cui trae il nome, che fa parte dell'Euroregione Alpi-Mediterraneo.

Confina a nord con la Svizzera (distretti di Entremont, di Hérens e di Visp nel Canton Vallese), a ovest con la Francia (dipartimenti dell'Alta Savoia e della Savoia, nella regione Alvernia-Rodano-Alpi), a sud e a est con il Piemonte (città metropolitana di Torino, province di Biella e di Vercelli).

Istituita nel 1946 con l'abolizione della provincia di Aosta, è la regione più piccola d'Italia con 3 263 km² di superficie e anche quella meno popolata con 125 332 abitanti, con un territorio completamente montano. Con un PIL pro capite pari a 35 264 € è seconda nella classifica tra le regioni e province autonome d'Italia.[10] Il francese è la lingua co-ufficiale della regione e la Valle d'Aosta è membro dell'Associazione internazionale delle regioni francofone (AIRF - Association internationale des régions francophones)[11].

Denominazione[modifica | modifica wikitesto]

La regione ha due nomi ufficiali: Regione Autonoma Valle d'Aosta (in italiano) e Région Autonome Vallée d'Aoste (in francese); nei documenti in lingua walser è denominata Augschtalann (dialetto Töitschu, Issime)[12] o Ougstalland (dialetto Titsch, Gressoney). Nel dialetto valdostano, appartenente al ceppo linguistico francoprovenzale, è d'uso la dicitura, non ufficiale, Réjón otonomma Val d'Outa (o Réjón otonoma Val d'Ousta). Ufficiosamente viene spesso indicata con il nome Val d'Aosta. Lo stesso fenomeno si osserva in francese, in cui è molto diffusa la dicitura non ufficiale Val d'Aoste.

In piemontese, la cui versione canavesana è parlata minoritariamente in alcuni comuni della bassa valle, la regione si chiama Val d'Osta.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Geografia della Valle d'Aosta.
Veduta della plaine, la piana di Aosta[13], alla confluenza della Dora Baltea e del Buthier
Veduta della testata della Valnontey, nel cuore del Parco nazionale del Gran Paradiso

La Valle d'Aosta è la più piccola regione italiana e si trova in mezzo alle Alpi, che qui si articolano nei settori delle Alpi Graie e delle Alpi Pennine. È circondata dai quattro massicci montuosi più alti d'Italia: Monte Bianco, che con 4.810,02 m[14] è il monte più alto d'Europa, Cervino (4.478 m), Monte Rosa (4.634 m) e Gran Paradiso (4.061 m). La conformazione dell'intero territorio regionale è frutto dell'opera delle glaciazioni, che scavarono la valle principale e le altre valli laterali. I ghiacciai occupano ora solo le cime più elevate. Ghiacciai vallivi si trovano ancora, parzialmente, intorno al massiccio del Monte Bianco, perlopiù si tratta di ghiacciai fossili, ovvero ricoperti massi morenici e anche di vegetazione sulla lingua terminale, come quello del Miage.

La regione viene attraversata dalla Dora Baltea, importante affluente di sinistra del fiume Po, che ne segna la valle principale da cui dipartono numerose valli secondarie con i loro affluenti, tra cui la Dora di Valgrisenche e il Lys. I maggiori laghi naturali sono il Lago Verney a La Thuile, il Lago delle Laures inferiore (fr. Lac des Laures inférieur) a Brissogne e il Gran Lago (fr. Grand Lac) di Champdepraz.[15] Il lago di Beauregard e il lago di Place-Moulin sono bacini artificiali.

I valichi di confine più importanti sono il Colle del Piccolo San Bernardo e il Colle del Gran San Bernardo, cui corrisponde il traforo omonimo.

La parte meridionale del territorio è occupata dal Parco Nazionale del Gran Paradiso (Parc National du Grand-Paradis), il primo parco nazionale italiano istituito nel 1922, per salvaguardare alcune specie di flora e fauna alpina in via d'estinzione come stambecchi, camosci, marmotte ed ermellini. Il Parco naturale del Mont Avic (Parc naturel du Mont-Avic) è il primo parco regionale della Valle d'Aosta e si estende tra il vallone di Champdepraz e la Valle di Champorcher.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

A causa dell'orografia del territorio valdostano esistono dei microclimi locali assai differenti anche tra vallate o versanti vicini.

Le temperature variano in base alla quota del territorio. In quota c'è un clima alpino, per cui le estati sono brevi e si alternano dei lunghi inverni freddi con temperature che scendono anche a -20 °C e punte anche inferiori a -30 °C a quote maggiori di 2.000 m. Nei fondovalle si osservano dei climi continentali: in inverno le temperature scendono sotto ai 0 °C; d'estate viceversa salgono anche oltre 30 °C con scarsa ventilazione che accentua la sensazione d'afa.

Le piogge sulla Valle d'Aosta risultano scarse, soprattutto se confrontate con le altre regioni del settore alpino, in quanto i venti che soffiano più frequentemente sono di provenienza occidentale e scaricano sui versanti ovest delle Alpi il loro contenuto di umidità. Le vallate più interne incassate tra imponenti rilievi risultano essere assai secche. Per ovviare alla scarsità di precipitazioni sono state costruite, fin dall'alto medioevo grandi opere di canalizzazione irrigua denominate Rûs (pron. "", anche al plurale), tuttora utilizzate.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Storia della Valle d'Aosta.

Fino all'unità d'Italia[modifica | modifica wikitesto]

I primi insediamenti umani, rinvenuti nell'area di Saint-Pierre, risalgono al IV millennio a.C. L'area megalitica di Saint-Martin-de-Corléans ad Aosta è un altro rilevante sito archeologico preistorico in regione.

Abitata in origine dai Salassi, la Valle d'Aosta venne conquistata da parte delle truppe romane. Nel 25 a.C. venne fondata Augusta Prætoria Salassorum, l'odierna Aosta. L'arco di Augusto, la Porta Praetoria e le altre porte romane, il foro e il teatro romano, la cinta muraria e le torri sono alcuni tra i numerosi reperti di epoca romana che fanno valere ad Aosta il titolo di "Roma delle Alpi". Con l'avvento del cristianesimo alla fine del IV secolo Aosta divenne sede vescovile, appartenente dapprima all'arcidiocesi di Vercelli, poi, fino all'VIII secolo, alla chiesa metropolitana di Milano.

In seguito alla caduta dell'Impero romano d'Occidente la Valle d'Aosta inizialmente fu sotto il dominio di Odoacre per poi entrare a far parte del Regno ostrogoto sotto re Teoderico. A seguito della guerra gotica la Valle d'Aosta venne annessa alla Prefettura del pretorio d'Italia, infine venne conquistata dalle truppe di Alboino nel 568 divenendo parte del Regno longobardo. Approfittando del periodo d'anarchia seguito alla morte di Clefi, il merovingio Gontrano, re dei Franchi d'Orléans, sconfisse i longobardi, annettendosi Aosta e Susa nel 575. A seguito della conquista del regno longobardo da parte di Carlo Magno nel 774, Aosta e Susa seguirono le sorti del regno d'Italia. Sotto l'Impero carolingio si sviluppò la Via Francigena, percorso di pellegrinaggio dal nord Europa verso Roma, compiuto valicando il colle del Gran San Bernardo. Saint-Rhémy-en-Bosses, Aosta, Pontey e Pont-Saint-Martin sono tappe menzionate da Sigerico di Canterbury nel 990.

Verso la metà del X secolo Aosta entrò nell'orbita del regno di Borgogna, del quale fece parte fino al 1032. Come conseguenza si consolidarono i rapporti politici, economici e commerciali verso l'altro versante delle Alpi. A lungo andare, in Val d'Aosta si diffusero e svilupparono dialetti francoprovenzali analoghi a quelli parlati in Savoia, nel Delfinato e nell'attuale Svizzera Romanda.

La torre dei signori di Quart, ad Aosta

Dal 1032 i Savoia entrarono in possesso della Valle d'Aosta, inglobandola successivamente nel Ducato di Savoia e poi nel Regno di Sardegna, mantenendone ininterrottamente il controllo, salvo brevi parentesi francesi. La prima invasione risale al 1691 per opera di Luigi XIV, ma la valle rimase sotto il controllo dei Savoia. La seconda invasione francese avvenne nel 1704, durante la guerra di successione spagnola, e durò fino al 1706 con la vittoria sabauda nella battaglia di Torino. La terza invasione avvenne per opera di Napoleone. In seguito alla battaglia di Marengo nel 1800, la Valle venne annessa alla Francia e quindi inglobata nel primo Impero francese, dove costituì l'Arrondissement d'Aoste. In seguito alla definitiva sconfitta di Napoleone, la Valle d'Aosta ritornò sotto il dominio sabaudo nel 1814.[16]

Regno d'Italia[modifica | modifica wikitesto]

Il 24 marzo 1860 il Trattato di Torino cedette alla Francia la contea di Nizza e il Ducato di Savoia, mentre la Valle d'Aosta rimase al Regno di Sardegna, unica area di lingua francoprovenzale e cultura francofona nel nascituro Stato unitario italiano. Il 17 marzo 1861 veniva proclamata l'unità d'Italia.

I valdostani parteciparono alla prima guerra mondiale. Centinaia di profughi, soprattutto bambini, di Trento e Trieste, vennero accolti in valle. I caduti in guerra accertati in base ai dati ministeriali furono 776, stime successive parlarono di un numero di caduti molto superiore, fino alla cifra di 1.557.

Il 30 dicembre 1920 si costituì ad Aosta il primo Fascio di combattimento, alla presenza di Cesare Maria De Vecchi. In seguito all'avvento al potere di Benito Mussolini, venne avviata la politica di italianizzazione. Il Consiglio provinciale scolastico di Torino dispose la soppressione di 268 scuole di villaggio (in francese, écoles de hameau), nell'intento di centralizzare e italianizzare l'educazione valdostana (dopo lunghe trattative furono riaperte 53 scuole di villaggio). Al contempo fu promossa una massiccia industrializzazione, con l'inaugurazione del tunnel ferroviario fra Cogne e Acque Fredde per il trasporto del minerale ferroso delle miniere, la fondazione della Ansaldo-Cogne e della Industrie Lamiere Speciali SpA a Pont-Saint-Martin. Grazie all'immigrazione dal resto d'Italia, la popolazione residente in Valle d'Aosta al censimento del 1931 ammontava a 83.479 abitanti, di cui oltre il 50% nati fuori Valle (in maggioranza provenienti dal Piemonte e dal Veneto).

Nel 1937 cominciò la revisione della toponomastica cittadina ad Aosta, modificando il nome di vie e piazze e nel 1939 venne elaborata una proposta per ridurre alla forma italiana il toponimo dei 74 Comuni valdostani; l'iniziativa venne assunta in polemica contro la Francia, accusata di condurre una campagna antitaliana.

La dichiarazione di guerra alla Francia il 10 giugno 1940, che segnò l'inizio della seconda guerra mondiale per l'Italia, venne accolta dai valdostani "con scarso entusiasmo, anzi con freddezza", secondo le parole del questore di Aosta, Vittorio Labbro.

Seconda guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Autonomismo valdostano.

Pochi giorni dopo l'armistizio del 1943 fu organizzata la prima riunione clandestina in cui si gettarono le basi della Resistenza armata. Émile Chanoux, rientrato ad Aosta da Chambéry, dove era fuggito, riprese i contatti con gli antifascisti per fissare le modalità e le finalità della Resistenza valdostana. Intanto si costituivano le istituzioni della Repubblica Sociale Italiana.

Émile Chanoux

Il 18 maggio 1944 Émile Chanoux e Lino Binel, altro esponente della Resistenza valdostana, vennero arrestati. Chanoux morì nella notte, a seguito delle torture subite (esistono anche altre versioni, ma quella indicata è la più accreditata). Binel venne deportato in Germania. Seguirono diversi scontri fra la Resistenza e i nazifascisti. Fu il periodo di massima espansione della Resistenza valdostana che secondo le stime più attendibili raccolse quasi tremila partigiani. Il 2 maggio 1945 il capo di stato maggiore del Comando generale del 75º corpo d'armata tedesco firmò a Biella la resa delle truppe tedesche e fasciste presenti nelle zone di Biella, Ivrea e Aosta. La Valle d'Aosta venne interamente liberata per opera esclusiva del movimento partigiano.

Nel memorandum di Algeri, del 1943 la Francia aveva fatto valere le sue rivendicazioni nei confronti dell'Italia, proponendo per la Valle d'Aosta il "rattachement total à la France". Alcuni esponenti della Resistenza valdostana vennero avvicinati dai servizi segreti francesi per sondare le aspirazioni in merito a una possibile annessione alla Francia. Per gli esponenti filo-italiani della Resistenza, maggioritari (tra essi Federico Chabod), fu l'occasione per ribadire l'estraneità della Valle d'Aosta alla storia della Francia e la pericolosità politica ed economica di un'annessione alla nazione più centralista d'Europa e per elaborare il progetto di una originale collocazione istituzionale della Valle d'Aosta all'interno del nuovo Stato italiano che sarebbe sorto alla fine della guerra.

Nel gennaio del 1946 entrò in vigore il Regio Decreto legislativo luogotenenziale del 7 settembre 1945, n. 545, che istituì la circoscrizione della Valle d'Aosta e soppresse la provincia d'Aosta. La Valle d'Aosta venne restituita dal Governo militare alleato all'amministrazione del Governo italiano.[16]

Repubblica italiana[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Protagonisti dell'autonomia valdostana.

Il 30-31 gennaio 1948 l'Assemblea Costituente discusse e approvò il disegno di legge costituzionale concernente lo Statuto Speciale per la Valle d'Aosta. Il 26 febbraio venne promulgato lo Statuto Speciale.

Nel 1981 venne approvato il nuovo "Ordinamento finanziario della Valle d'Aosta". Il provvedimento prevedeva in origine di assegnare alla Regione Autonoma i 7/10 dei tributi riscossi dallo Stato in Valle d'Aosta, ma un emendamento portò a 9/10 la quota spettante alla Regione.[16]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

L'allora Provincia di Aosta[17] è tra le istituzioni (vedere: Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione) insignite della Medaglia d'Oro al Valor Militare per la sua attività nella lotta partigiana durante la Seconda guerra mondiale.[18]

Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare
«Fiera di tradizioni guerriere e di libertà, la Valle d'Aosta, con perizia di Capi, valore di combattenti, passione e sacrificio del suo popolo prode, combatteva per venti mesi la dura guerra partigiana contro l'occupazione nazifascista. Migliaia di partigiani e patrioti di agguerrite formazioni, compagine cospicua in rapporto alla popolazione, a interdizione ed insidia di importanti comunicazioni operative dell'occupante, rinnovava ai valichi di frontiera, sulle crinali e nelle convalli nell'epopea del Risorgimento, infliggendo al nemico ingenti perdite e oneroso logorio di forze. Olocausto di martiri; sacrificio di centinaia di caduti in armi in Patria e all'estero e di trucidati, di migliaia di internati e deportati; sanguinoso travaglio di centinaia di combattenti e innumere altre azioni di guerra; lutti e distruzioni riconsegnano più fulgidi alla Storia d'Italia l'antico valore alpino e le congiunte virtù militari e civili, con cui la gente valdostana conquistava, con le patrie libertà, la premessa a nuove libere istituzioni della sua vita pubblica e difendeva, per la Patria comune, il diritto ai sacri italici confini.»
— Valle d'Aosta; settembre 1943 - aprile 1945
Attestato e medaglia di bronzo dorata di eccellenza di I classe di pubblica benemerenza del Dipartimento della Protezione civile - nastrino per uniforme ordinaria Attestato e medaglia di bronzo dorata di eccellenza di I classe di pubblica benemerenza del Dipartimento della Protezione civile
«Per la partecipazione all'evento sismico del 6 aprile 2009 in Abruzzo, in ragione dello straordinario contributo reso con l'impiego di risorse umane e strumentali per il superamento dell'emergenza.»
— D.P.C.M. 11 ottobre 2010, ai sensi dell'art.5, comma 5, del D.P.C.M. 19 dicembre 2008.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

(FR)

«Il y a des peuples qui sont comme des flambeaux, ils sont faits pour éclairer le monde; en général ils ne sont pas de grands peuples par le nombre, ils le sont parce qu'ils portent en eux la vérité et l'avenir.»

(IT)

«Ci sono dei popoli che sono come delle fiaccole, sono fatti per illuminare il mondo; in generale non sono grandi popoli per numero, ma perché portano in essi la verità e il futuro.»

(Émile Chanoux, 1944, frase adottata come motto dal Consiglio della Valle, riportata sulla parete principale dell'aula[19].)
Casa tipica valdostana a Crétaz (pron. Créta), frazione di Valtournenche

La Valle d'Aosta ha una popolazione di 128 000 abitanti circa. Vista la natura montuosa del territorio, risulta essere non solo la regione meno popolata d'Italia, ma anche quella con minore densità di popolazione. Infatti ci sono solo 38 abitanti per km². La distribuzione degli abitanti è assai irregolare: più di un terzo si concentra nella plaine, la piana di Aosta, e nei comuni limitrofi. Buona parte della popolazione abita nei maggiori centri della media e bassa valle, mentre le valli minori si sono notevolmente spopolate, eccetto i centri turistici principali.

Data la comunanza linguistica, la Valle d'Aosta è stata storicamente terra di emigrazione verso la Francia, specialmente a Parigi (il comune dell'area parigina di Levallois-Perret conta ancora oggi una nutrita comunità di emigrati valdostani) e la Svizzera romanda (soprattutto a Ginevra). Con la comunità degli emigrati di Levallois-Perret si sono mantenuti forti legami, anche grazie alla creazione di un ente regionale di rappresentanza a Parigi (la "Maison du Val d'Aoste"[20], che ha sostituito l'ex "Espace Vallée d'Aoste"), alla "Rencontre des émigrés" ("Incontro degli emigrati"), organizzata ogni anno da un comune valdostano diverso, e all'albero di Natale della comunità valdostana a Levallois-Perret.

A partire dagli anni venti cominciò l'immigrazione dal resto d'Italia, in concomitanza con l'installazione dell'industria siderurgica Cogne ad Aosta e con lo sfruttamento intensivo delle miniere di ferro a Cogne e di carbone a La Thuile. La politica di italianizzazione voluta dal governo fascista favorì la successiva emigrazione di numerosi piemontesi, veneti e calabresi (originari soprattutto di San Giorgio Morgeto)[senza fonte] tra il secondo dopoguerra e gli anni settanta.

La Valle d'Aosta attrae oggi un consistente flusso di extracomunitari, specialmente maghrebini, favoriti dalla conoscenza del francese, impiegati soprattutto nella pastorizia[21].

Al censimento del 2011 si contavano 8.712 stranieri, pari al 6,8 % della popolazione.[22]

Nel 2006 i nati vivi sono stati 1.250 (10,0‰), i morti 1.242 (10,0‰), con un incremento pressoché nullo (appena 8 unità). Le famiglie contano in media 2,2 componenti, mentre la nuzialità nel 2005 era di 3,4 matrimoni ogni mille abitanti, dei quali il 61,8% si è svolto con rito religioso.

Abitanti censiti

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Al 1º gennaio 2011 i cittadini stranieri residenti in regione sono 8.712. I gruppi più numerosi in rapporto percentuale su tutta la popolazione residente sono quelli di:

fonte Istat

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Lingue della Valle d'Aosta.
Carta d'identità bilingue italiano-francese

La lingua autoctona della Valle d'Aosta è il francoprovenzale (o arpitano) nella sua varietà dialettale valdostana, la lingua più diffusa, invece, è l'italiano. Ampiamente conosciuto è il francese, in quanto gode del rango di lingua co-ufficiale nella regione, anche se negli usi effettivi della comunità parlante valdostana il suo ruolo è marginale.[23]

A Issime, Gressoney-La-Trinité e Gressoney-Saint-Jean si parla il walser, ufficialmente riconosciuto.

Cartello bilingue italiano-francese alla stazione di Aosta

Religione[modifica | modifica wikitesto]

La maggioranza della popolazione è di religione cattolica romana. La messa viene celebrata in lingua italiana (ma vi sono anche servizi in francese, lingua di culto storica per la Valle d'Aosta), mentre in occasione della ricorrente Fête internationale des patois[24] la celebrazione avviene anche in patois valdostano. Il territorio della Diocesi di Aosta coincide con la regione.

La più antica chiesa cristiana non cattolico-romana è quella valdese, presente da più di 150 anni, a partire dall'Editto di Carlo Alberto del 16 febbraio 1848, che concesse ai valdesi i diritti civili e politici. Altre chiese protestanti o evangeliche sono presenti in Valle d'Aosta: la Chiesa cristiana Avventista del Settimo giorno, la Chiesa dei Fratelli, la Chiesa Pentecostale (Assemblee di Dio in Italia).

Con l'immigrazione, specialmente dalla Romania, sono giunte anche persone di fede cristiano-ortodossa.

La parte più rilevante delle fedi non cristiane è costituita dagli islamici magrebini.

Politica[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Sistema politico della Valle d'Aosta.
Sede dell'amministrazione regionale in piazza Albert Deffeyes ad Aosta
Il gonfalone della regione

La Valle d'Aosta è una regione autonoma a statuto speciale. I suoi organi amministrativi godono di una particolare autonomia dal governo centrale italiano, non soltanto per quanto riguarda la politica e il governo regionale, ma anche in altri ambiti strettamente legati alla vita e all'economia di questa regione montana, in particolare la gestione dell'agricoltura, dell'artigianato e del turismo, l'assistenza e beneficenza pubblica e le scuole materne.

Organi politici[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Consiglio regionale della Valle d'Aosta, Presidenti della Valle d'Aosta e Giunta regionale della Valle d'Aosta.

Il consiglio regionale della Valle d'Aosta (Conseil de la Vallée d'Aoste) consta di 35 membri. Essi eleggono il presidente della giunta regionale, che a differenza delle altre regioni italiane non è eletto direttamente dai cittadini. La politica valdostana è dominata da partiti regionali, mentre i partiti nazionali hanno scarsa rilevanza.

Liste    voti       voti (%)[25]     seggi     differ.[26]  
Union Valdôtaine 12.265 19,25% 7 Diminuzione 6
Lega Salvini Vallée d'Aoste 10.872 17,06% 7 Aumento 7
Area Civica - Stella Alpina - Pour Notre Vallée 6.792 10,66% 4 Diminuzione 1
Union Valdôtaine Progressiste 6.750 10,59% 4 Diminuzione 3
Movimento 5 Stelle 6.652 10,44% 4 Aumento 2
Alpe 5.733 9,00% 3 Diminuzione 2
Impegno Civico 4.806 7,54% 3 Aumento 3
MOUV' 4.545 7,13% 3 Aumento 3
Partito Democratico 3.436 5,39% 0 Diminuzione 3
Centro destra Valle d'Aosta (FI-FdI) 1.862 2,92% 0 =
Totale 63.713 100% 35 -

Suddivisione amministrativa[modifica | modifica wikitesto]

La regione autonoma Valle d'Aosta non è suddivisa in province. Essa è suddivisa in 74 comuni, tra i quali Aosta è il più popolato. Tranne Aosta, i comuni sono organizzati in 8 Unités des Communes.

Comuni[modifica | modifica wikitesto]

Appartengono alla Valle d'Aosta i seguenti 74 comuni:

Comuni più popolosi[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è riportata la lista dei dieci principali comuni della Valle d'Aosta ordinati per numero di abitanti (dati: Istat 30-11-2017):

Pos. Stemma Comune di Popolazione
(ab)
Superficie
(km²)
Densità
(ab/km²)
Altitudine
(m s.l.m.)
Aosta-Stemma.png
Aosta 34 110 21,39 1595 583
Sarre-Stemma.png
Sarre 4 886 28,28 173 625
Châtillon (Italia)-Stemma.png
Châtillon 4 659 39,68 117 549
Saint-Vincent-Stemma.png
Saint-Vincent 4 605 20,57 224 575
Quart-Stemma.png
Quart 4 064 62,05 65 535
Pont-Saint-Martin-Stemma.png
Pont-Saint-Martin 3 761 6,92 543 345
Saint-Christophe-Stemma.png
Saint-Christophe 3 466 14,74 235 619
Gressan-Stemma.png
Gressan 3 365 25,30 133 626
Saint-Pierre-Stemma.png
Saint-Pierre 3 211 26,18 123 676
10º
Nus-Stemma.png
Nus 2 993 57,36 52 529

Unités des Communes Valdôtaines[modifica | modifica wikitesto]

Le Unités des Communes Valdôtaines[27] (traducibile in italiano come "Unioni dei Comuni valdostani"), denominate fino al 2014 Comunità montane (in francese Communautés de montagne)[28], sono dei comprensori montani che riuniscono i comuni della Valle d'Aosta, con l'eccezione di Aosta.

Unités des Communes Valdôtaines Capoluogo Abitanti[29] Comuni
Unité des Communes valdôtaines Évançon Verrès 11.651 9
Unité des Communes valdôtaines Grand-Paradis Villeneuve 15.819[30] 13
Unité des Communes valdôtaines Grand-Combin Gignod 5.774 11
Unité des Communes valdôtaines Mont-Émilius Quart 22.648 10
Unité des Communes valdôtaines Mont-Cervin Châtillon 16.982 12
Unité des Communes valdôtaines Mont-Rose Pont-Saint-Martin 9.858 9
Unité des Communes valdôtaines Valdigne-Mont-Blanc La Salle 8.939 5
Unité des Communes valdôtaines Walser /
Union der Aostataler Walsergemeinden /
Unione dei comuni valdostani Walser
Issime 2.019 4
93.690[31] 73[31]

Simboli della Regione[modifica | modifica wikitesto]

La Regione Autonoma Valle d'Aosta è rappresentata[32] da:

  1. Uno stemma araldico
  2. Un gonfalone
  3. Una bandiera
  4. Un inno (Montagnes Valdôtaines)

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Valle d'Aosta-Stemma.svg

Lo stemma della Regione Autonoma Valle d'Aosta è così blasonato: Di nero, al leone d'argento, linguato e armato di rosso; alla bordatura diminuita, d'oro. Lo stemma è sormontato da corona d'oro, formata da un cerchio brunito, gemmato, cordonato ai margini, sostenente quattro alte punte di corona all'antica (tre visibili), alternate da otto basse punte, ugualmente all'antica (quattro visibili, due e due).[33]. Lo stemma caratterizza anche tutte le targhe automobilistiche dei veicoli immatricolati in Valle d'Aosta.

Bandiera[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Bandiera della Valle d'Aosta.

La bandiera della Valle d'Aosta è di forma rettangolare con due colonne di ugual misura: quella di sinistra è colorata di nero, e quella a destra di rosso.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Economia della Valle d'Aosta.
Impianti sciistici a Breuil-Cervinia e, sullo sfondo, il Cervino

L'economia della Valle d'Aosta si basa soprattutto sul settore terziario, in particolare sul turismo.

Grazie all'autonomia conferita dallo statuto speciale, la mano pubblica, che amministra la maggior parte delle risorse finanziarie regionali, gioca un ruolo di primaria importanza nell'economia valdostana.

Le industrie sono concentrate nella bassa valle (tra Verrès-Champdepraz e Pont-Saint-Martin) e sono spesso di piccole-medie dimensioni.

Modesto invece l'apporto dell'agricoltura e dell'allevamento all'economia regionale. Si coltivano patate, mele, viti, orzo e si allevano bovini.

Significativa è la produzione artigianale, nella quale emerge la scultura in legno.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Trasporti in Valle d'Aosta.
Segnaletica bilingue italiano-francese, Villefranche de Quart

Gli assi stradali principali sorgono nel fondovalle. Sono la strada statale 26 della Valle d'Aosta e l'autostrada A5 (Torino-Aosta-Traforo del Monte Bianco). Il Traforo del Monte Bianco unisce Courmayeur a Chamonix, in Francia. Il Colle del Gran San Bernardo unisce Saint-Rhémy-en-Bosses con Martigny in Svizzera, mentre il Colle del Piccolo San Bernardo collega il vallone di La Thuile con la Val d'Isère, in Francia.

La direttrice ferroviaria principale è la linea Aosta-Ivrea-Chivasso-Torino.

L'unico aeroporto della regione è l'aeroporto regionale "Corrado Gex", a Saint-Christophe.

Arte e cultura[modifica | modifica wikitesto]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Castelli[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Castelli in Valle d'Aosta.

I castelli in Valle d'Aosta sono molto numerosi. Di alcuni restano solo rovine, mentre altri sono ben conservati e costituiscono delle attrazioni turistiche. Il castello più conosciuto è quello di Fénis. Tra i maggiori castelli, vi sono il castello di Issogne, il castello di Verrès, il Forte di Bard e il castello di Saint-Pierre.

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Musei della Valle d'Aosta.

Oltre a ospitare numerosi castelli, la Valle d'Aosta è una regione ricca di musei, dai piccoli musei comunali dislocati sul territorio regionali ai poli museali di maggiore rilevanza. Tra i musei più apprezzati per la loro collocazione, il patrimonio esposto e l'operato culturale vanno segnalati:

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Media[modifica | modifica wikitesto]

Stampa[modifica | modifica wikitesto]

Il quotidiano nazionale La Stampa ha una sua redazione locale. Inoltre Il Sole 24 Ore Nord Ovest, distribuito oltre che in Valle anche in Piemonte e Liguria, propone mezza pagina dedicata alla regione autonoma una volta alla settimana.

Quotidiani online:

  • AostaOggi.it[34];
  • AostaSera.it[35];
  • Valledastaglocal.it[36].

Settimanali:

Oltre ai periodici sopra elencati ve ne sono altri, organi di movimenti politici o culturali. Le peuple valdôtain, esclusivamente in lingua francese, è il settimanale politico dell'Union Valdôtaine. Alpe è un periodico mensile bilingue, organo dell'omonimo movimento politico. Lo Flambò - Le Flambeau è un periodico quadrimestrale in lingua francese e in patois valdostano, organo del Comité des traditions valdôtaines. Il Messager valdôtain è il periodico annuale per antonomasia di cultura tradizionale valdostana (edito in francese, italiano, patois e walser).

La Valle d'Aosta è membro[37] dell'Union internationale de la presse francophone (UPF - Unione internazionale della stampa francofona) come regione, caso unico al mondo in quanto lo Stato italiano non vi partecipa.

Televisioni e radio[modifica | modifica wikitesto]

Esiste una sede regionale della RAI che diffonde un TG regionale unico con notizie prevalentemente in italiano e in misura minore francese (spesso servizi inviati dalla redazione di France 3 della regione Auvergne-Rhône-Alpes riguardanti eventi o argomenti relativi ai dipartimenti francesi limitrofi) e patois valdostano. I programmi in francese o patois vanno in onda senza sottotitoli o doppiaggio, in virtù del bilinguismo totale vigente in Valle d'Aosta. Si tratta di un caso unico nel panorama delle minoranze linguistiche d'Italia, legato alla politica d'istruzione vigente, atta a non separare la società valdostana in comunità linguistiche. Il monitoraggio dei TGR e dei programmi informativi RAI nel periodo settembre-novembre 2011, operato dal Comitato Regionale per le Comunicazioni Valle d'Aosta, ha rilevato la composizione linguistica dei programmi: prevale nettamente la lingua italiana (83% della programmazione), seguita dal francese (10%) e dal patois (7%).[38]

Sul territorio sono presenti anche due TV private, Studionord Tv (Sediv SpA) e Rete Saint-Vincent (Video Record SpA). Quest'ultima ha creato un nuovo canale di sola informazione denominato Aujourd'hui Vallée. Attraverso un'apposita convenzione con la Presidenza del Consiglio Regionale, Aujourd'hui Vallée trasmette in diretta anche le sedute del Consiglio Regionale.

Dalla Svizzera romanda e dalla Francia si ricevono due canali televisivi (RTS Un e France 2 rispettivamente), gratuitamente in base ad accordi internazionali siglati all'indomani del secondo conflitto mondiale, oltre ai canali francofoni internazionali TV5MONDE e France 24.

La Valle d'Aosta è passata al digitale terrestre nel settembre del 2009.

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Cucina valdostana e Prodotti agroalimentari tradizionali valdostani.
Fontina valdostana

Tra i piatti della cucina valdostana si ricordano la soupe à la valpelleneintse (patate, cavoli lessati, fontina e brodo di carne, al forno), la carbonade (a base di carne bovina), il blanc-manger (dolce a base di panna, zucchero e vaniglia).

Il tipico prodotto agro-alimentare valdostano è la fontina valdostana.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Sport in Valle d'Aosta.
Il cartello all'ingresso dell'area verde per gli sport tradizionali di Brissogne gestita dalla Federaxon Esport de Nohtra Tera (F.E.N.T.)

Oltre agli sport convenzionali, si praticano gli sport tradizionali valdostani, promossi dalla Federaxon Esport de Nohtra Tera:

  • il fiolet: una pallina ovoidale posta su un sasso alto circa 20 cm viene colpita due volte dal giocatore con un bastone, prima per farla balzare in aria e subito dopo al volo per mandarla il più lontano possibile;
  • il palet valdostano è una delle tante varianti del gioco delle piastrelle, diffuso a livello europeo fin dall'antichità; gioco di precisione, si gioca lanciando un disco verso un boccino;
  • la rebatta si gioca a squadre o nei campionati individuali: scopo del gioco è quello di lanciare la pallina il più lontano possibile colpendola con una mazza;
  • lo tsan è un antico e popolare sport di squadra che ricorda vagamente il baseball e l'oina rumena.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il 1º gennaio 1946 venne costituita la circoscrizione della Valle d'Aosta e soppressa la provincia di Aosta. Con lo statuto speciale del 1948, la Valle d'Aosta venne costituita in Regione autonoma. Fonte: Storia della Valle d'Aosta Archiviato il 14 ottobre 2013 in Internet Archive..
  2. ^ ISTAT - Superficie dei comuni, province e regioni al Censimento 2011
  3. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 agosto 2019.
  4. ^ La Valle d'Aosta non ha province. Le funzioni della Provincia di Aosta sono svolte dalla regione, cui si applica la legislazione provinciale in quanto compatibile.
  5. ^ a b c [1]
  6. ^ Réjón otonoma Val d'Ousta, Asséssorà de l'éducachón é de la queulteua / Regione autonoma Valle d'Aosta, Assessorato Istruzione e Cultura: Patoué eun Val d'Outa, Guetset leungueusteucco Lo gnalèi, Francoprovensal Vda. Archiviato il 29 settembre 2013 in Internet Archive.
  7. ^ Gran dizionario piemontese-italiano - Piemunteis.it (PDF), su piemunteis.it. URL consultato il 9 ottobre 2012.
  8. ^ In Töitschu, comune di Issime: Guida turistica Eischeme-Issime Archiviato il 4 ottobre 2013 in Internet Archive.. Finito di stampare nel mese di luglio 2010 dalla tipografia Duc di Saint-Christophe.
  9. ^ In Titsch. Regione Autonoma Valle d'Aosta – Sovrintendenza agli Studi – Ufficio Supporto all'autonomia scolastica, WELLKOMMEN D'SCHUEL EN ITALIEN ON EM OUGSTALLAND GUIDA FORMATIVA FER D'ELTRE Archiviato il 4 ottobre 2013 in Internet Archive.
  10. ^ Pil pro capite regioni italiane, dati Istat 2011, su dati.istat.it. URL consultato l'11 settembre 2013 (archiviato il 14 settembre 2013).
  11. ^ Sito dell'Association internationale des régions francophones (AIRF) (PDF), su regions-francophones.com. URL consultato il 27 gennaio 2014 (archiviato il 23 maggio 2013).
  12. ^ Regione Autonoma Valle d'Aosta – Sovrintendenza agli Studi – Ufficio Supporto all'autonomia scolastica, WOLGCHEEMNI D'SCHUL IM MINGERLANN UN IM AUGSCHTALANN VÜR DAM ATTE UN DAR EJU Archiviato il 4 ottobre 2013 in Internet Archive.
  13. ^ Regione comprendente i comuni di Aosta, Charvensod, Quart, Saint-Christophe, Brissogne, Sarre e Pollein.
  14. ^ Communiqué de presse - Mont Blanc (PDF), Institut géographique national, 10 ottobre 2013. URL consultato il 1º agosto 2015 (archiviato il 24 settembre 2015).
  15. ^ Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente della Valle d'Aosta, catasto dei laghi censiti al 31/12/2013: http://www.arpa.vda.it/images/stories/ARPA/acquesuperficiali/castastolaghi/20133112_indice_ord_numero_scheda.pdf Archiviato il 9 febbraio 2018 in Internet Archive.
  16. ^ a b c Fatti storici tratti dal sito: http://www.storiavda.it/crono.htm Archiviato il 14 ottobre 2013 in Internet Archive.. Direttore: Marco Cuaz
  17. ^ Prima del 1º gennaio 1946 esisteva la Provincia di Aosta. Fino alla Liberazione, vi si svolsero le vicende che portarono al conferimento della medaglia d'oro al valor militare. La soppressione della Provincia di Aosta fu prevista con decreto-legge luogotenenziale (D.l.lgt.) 7 settembre 1945, n. 545, che stabilì anche la sua successione da parte del Consiglio della Valle.
  18. ^ http://www.quirinale.it/elementi/DettaglioOnorificenze.aspx?decorato=18347 Archiviato il 9 novembre 2013 in Internet Archive. Sito del Quirinale, Medaglia d'oro al valor militare
  19. ^ Video iniziale sulla home page del sito del Consiglio della Valle d'Aosta / Conseil de la Vallée d'Aoste Archiviato il 1º febbraio 2010 in Internet Archive..
  20. ^ Maison du Val d'Aoste :: Paris, su maisonvda.com. URL consultato il 7 settembre 2013 (archiviato dall'url originale il 10 settembre 2013).
  21. ^ Valle d'Aosta, in L'Enciclopedia Geografica - vol. 1, Milano, Corriere della Sera, pp. 270-271, ISSN 1824-9280..
  22. ^ ISTAT: Continua a crescere la popolazione straniera residente in Italia http://www.stranieriinitalia.it/briguglio/immigrazione-e-asilo/2012/febbraio/istat-residenti.pdf Archiviato il 9 novembre 2013 in Internet Archive.
  23. ^ Una Valle d'Aosta, tante Valli d'Aosta? Considerazioni sulle dimensioni del plurilinguismo in una comunità regionale, di Gaetano Berruto, Università di Torino in: Une Vallée d'Aoste bilingue dans une Europe plurilingue / Una Valle d'Aosta bilingue in un'Europa plurilingue, Aoste, Fondation Émile Chanoux, 2003, pagg. 44 ss. - [2] Archiviato il 24 settembre 2015 in Internet Archive.
  24. ^ Vedi http://www.patoisvda.org/it/index.cfm/valle-d-aosta-festa-internazionale-patois.html Archiviato il 10 febbraio 2013 in Internet Archive.
  25. ^ Elezioni regionali 2018, Corriere della Sera, 21 maggio 2013. URL consultato il 23 maggio 2018.
  26. ^ Wolfram Nordsieck, AOSTA VALLEY / I, Parties & Elections in Europe, 2013. URL consultato il 9 giugno 2013 (archiviato l'8 giugno 2013).
  27. ^ Unités des Communes valdôtaines - Sito della regione autonoma Valle d'Aosta, su regione.vda.it. URL consultato il 26 marzo 2020 (archiviato il 26 marzo 2020).
  28. ^ Consiglio permanente degli enti locali della Valle d'Aosta - Conseil permanent des collectivités locales de la Vallée d'Aoste
  29. ^ al 31 dicembre 2013, cfr. anche deliberazione della giunta regionale del 28 novembre 2014, nr. 1741: http://www.celva.it/download.asp?file=/elementi/www2012/2014/cpel/iterdeipareri/fase4/dgr_2014_1741.pdf Archiviato il 19 aprile 2019 in Internet Archive.
  30. ^ Compreso il comune di Sarre, aggiunto all'Unité des Communes valdôtaines Grand Paradis con decreto del presidente della Regione del 3. dicembre 2014, nr. 481: http://www.regione.vda.it/enti_locali/allegato_i.asp?id=2566 Archiviato il 26 gennaio 2016 in Internet Archive.
  31. ^ a b Senza Aosta
  32. ^ I simboli della regione autonoma Valle d'Aosta
  33. ^ Decreto del Presidente della Repubblica del 13 luglio 1987, su regione.vda.it. URL consultato il 5 gennaio 2015 (archiviato il 5 gennaio 2015).
  34. ^ Aosta News Valle D'Aosta News Aosta Notizie Valle D'Aosta Notizie Informazioni Regionali Info Vallee' Notiziario Notizie, su aostaoggi.it. URL consultato il 14 settembre 2013 (archiviato il 14 settembre 2013).
  35. ^ AostaSera.it. URL consultato il 14 settembre 2013 (archiviato dall'url originale il 9 settembre 2013).
  36. ^ Prima Pagina - Quotidiano online della Regione Autonoma Valle d'Aosta, su valledaostaglocal.it. URL consultato il 14 settembre 2013 (archiviato il 28 ottobre 2013).
  37. ^ Union internationale de la presse francophone - Vallée d'Aoste, su upfvda.org. URL consultato il 29 gennaio 2020 (archiviato il 24 dicembre 2019).
  38. ^ MONITORAGGIO DEI TGR E DEI PROGRAMMI INFORMATIVI RAI DELLA REGIONE VALLE D'AOSTA - Rapporto Settembre-Novembre 2011, a cura di Giuseppe Milazzo - rapporto Archiviato il 12 ottobre 2013 in Internet Archive.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (FR) Bernard Janin, Le Val d'Aoste: Tradition et Renouveau, Musumeci Editore, ISBN 88-7032-308-0.
  • (FR) Augusta Vittoria Cerutti, Le Pays de la Doire et son peuple, Musumeci Editore, ISBN 88-7032-746-9.
  • Federico Chabod, La Valle d'Aosta, l'Italia e la Francia.
  • Roberto Louvin, La Valle d'Aosta. Genesi, attualità e prospettive di un ordinamento autonomo, 1998, Musumeci editore, Quart.
  • (FR) Lin Colliard, La culture valdôtaine au cours des siècles, 1976, Aosta.
  • (FR) Joseph-Marie Henry, Histoire de la Vallée d'Aoste, 1929, Imprimerie Marguerettaz, Aosta.
  • Elio Riccarand, Storia della Valle d'Aosta contemporanea (1919-1945), 2000, Stylos, Aosta.
  • Elio Riccarand, Storia della Valle d'Aosta contemporanea (1946-1981), 2004, Stylos, Aosta.
  • Elio Riccarand, Storia della Valle d'Aosta contemporanea (1981-2009), 2010, Stylos, Aosta.
  • Mauro Caniggia Nicolotti-Luca Poggianti, La Questione valdostana: una nazione senza Stato, Aosta, 2011, Ed. La Vallée.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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