Tranvia Dermulo-Fondo-Mendola

Tranvia Dermulo–Fondo–Mendola
Nonsbergbahn
Stazione di Sanzeno.jpg
Stazione di Sanzeno
InizioDermulo
FinePasso della Mendola
Inaugurazione1909
Chiusura1934
GestoreSüdbahn (1909 - 1919) - Ferrovia Elettrica Alta Anaunia (FEAA)
Lunghezza23,34 km
Classificazionetranvia extraurbana
Scartamento1000 mm
TrazioneElettrica a 800 V c.c.
Tranvia Dermulo-Mendola.JPG
Trasporto pubblico

La tranvia Dermulo-Fondo-Mendola, nota anche come ferrovia dell'Alta Anaunia (in tedesco Lokalbahn Dermulo–Mendel o Nonsbergbahn - ferrovia della Val di Non), era una linea tranviaria interurbana che collegava Dermulo, ov'era raccordata alla tranvia Trento-Malé, al capolinea della funicolare della Mendola.

Inaugurata nel 1909, tale caratteristica linea di montagna fu soppressa nel 1934; di essa sopravvive un'elettromotrice, in servizio presso la ferrovia del Renon.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Un viadotto lungo la linea

La concessione per la costruzione di una Lokalbahn, come erano denominati questi tipi di impianti previa concessione imperiale del governo austro-ungarico che unisse Dermulo con il passo della Mendola fu ottenuta da un consorzio di banche cattoliche e di organismi cooperativi che istituì la Società Anonima per la Ferrovia Elettrica dell'Alta Anaunia (FEAA).

Avviati nel 1908 i lavori di costruzione[1], la linea fu inaugurata il 1º settembre 1909[2] e raccordata successivamente alla tranvia Trento-Malé, aperta all'esercizio nelle settimane seguenti. A differenza di quest'ultima, costruita dalla società Ferrovia Locale Trento-Malé ma esercita dalle Imperial Regie Ferrovie austriache dello Stato (KKStB), il servizio fu gestito direttamente dalla Società Anonima.

Con il passaggio del Trentino all'Italia, al termine della prima guerra mondiale, l'impianto fu classificato come linea tranviaria sulla base delle caratteristiche stabilite dalla Legge 27 dicembre 1896, n. 561, ma ebbe tuttavia vita breve: la tranvia fu soppressa nel 1934[3] in conseguenza dei bassi profitti registrati[4].

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Stazioni e fermate
Unused urban continuation backward
Linea per Trento
Unknown route-map component "uexBHF"
Dermulo FTM
Unknown route-map component "c" Unknown route-map component "c" Unknown route-map component "d" Unknown route-map component "uexABZgl" Unknown route-map component "uexCONTfq"
Linea per Malè
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0,00 Dermulo FEAA 549 m s.l.m.
Unknown route-map component "uexHST"
3,44 Sanzeno 643 m s.l.m.
Unknown route-map component "uexHST"
7,07 Malgolo 797 m s.l.m.
Unknown route-map component "uexHST"
10,45 Romeno 952 m s.l.m.
Unknown route-map component "uexHST"
12,51 Cavareno 966 m s.l.m.
Unknown route-map component "uexHST"
13,60 Sarnonico 970 m s.l.m.
Unknown route-map component "uexBHF"
15,73 Fondo 994 m s.l.m.
Unknown route-map component "uexHST"
16,23 Malosco 1005 m s.l.m.
Unknown route-map component "uexHST"
17,68 Belvedere 1129 m s.l.m.
Unknown route-map component "uexHST"
20,84 Ruffré 1210 m s.l.m.
Unknown route-map component "uexTUNNEL1"
Unknown route-map component "uexKBHFe"
23,34 Funicolare della Mendola 1358 m s.l.m.

La linea era una tranvia a binario singolo a scartamento ridotto da 1000 mm (scartamento metrico).

La tranvia era elettrificata in corrente continua a 800 V, alimentata dalla centrale aziendale che fu messa ai tempi della costruzione della tranvia Trento-Malé fu messa a disposizione di quest'ultima in attesa del completamento dei propri impianti, offerta poi rifiutata dalla società di gestione di quest'ultima[5].

Percorso[modifica | modifica wikitesto]

Orario del 1931

La tranvia costituiva un segmento di un più lungo percorso costituito da una serie di impianti che da Trento e Dermulo e, sfruttando la citata funicolare della Mendola e la ferrovia Bolzano-Caldaro consentivano di unire i due capoluoghi della regione.

La stazione di Dermulo risultava raccordata con quella della tranvia per Trento e Malé, sebbene l'interscambio di veicoli fra le due amministrazioni risultasse sporadico[6]. Lasciato il capolinea i convogli impegnavano la lunga salita che, dopo aver osservato una serie di fermate, li conduceva nella stazione di Fondo, a quasi mille metri di altitudine. Da qui la salita riprendeva, fino al capolinea terminale posto nelle immediate adiacenza di quello della funicolare.

Materiale rotabile[modifica | modifica wikitesto]

Come da prassi per le elettromotrici utilizzate nelle Lokalbahnen austrungariche (al di là dei diversi costruttori), i mezzi in servizio sulla linea FEAA erano accomunati dall'adozione di caratteristiche casse lignee bianco-marroni, con doghe a vista.

Un menzione particolare riguarda l'elettromotrice a carrelli numero 22485, costruita dalla Alioth di Basilea con equipaggiamenti elettrici Nesseldorferwagenbrau Fabriks di Berna. Dotata di freno continuo e atta a una velocità massima di 25 km/h, offriva 40 posti a sedere separati da un comparto bagagli. La lunghezza era di 15,04 metri per una massa a vuoto di 22 t; la trazione era assicurata da quattro motori da 51,5 kW ciascuno, per un rodiggio Bo-Bo.

Alla cessazione dell'esercizio, tale mezzo fu ceduto alla Ferrovia Elettrica Alto Renon (FEAR), che lo privò di due motori (mutando il rodiggio in A1-1A) e lo mise in servizio sulla tratta L'Assunta-Collalbo della Ferrovia del Renon[7]. Con l'avvento del terzo millennio l'elettromotrice Alioth, pur se non più impiegata nel servizio regolare di linea, è stata restaurata ed adibita a servizi speciali.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Piccoli & Vadagnini (1989), p. 51.
  2. ^ De Gasperi (1964), p. 34.
  3. ^ Roberto Rovelli, Ex Ferrovia Dermulo-Mendola, su Ferrovieabbandonate.it, Associazione Italiana Greenways, 2007-2009. URL consultato il 28 settembre 2009.
  4. ^ Trento-Malè, una ferrovia per tre valli, op. cit., p. 39.
  5. ^ Trento-Malè, una ferrovia per tre valli, op. cit., p. 26.
  6. ^ Trento-Malè, una ferrovia per tre valli, op. cit., p. 47.
  7. ^ Francesco Pozzato, Il trenino del Renon, Duegi, Albignasego, 1988, p. 70. ISBN 88-900979-7-3

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Maurizio Visintin, Comodamente seduti nelle nostre carrozze elettriche – Centrali sul Novella e ferrovia dell'Alta Anaunia (1898-1940), Fondo, Associazione Culturale "G.B.Lampi" - Alta Anaunia, 2001.
  • Enrico Bassi, Südtiroler Welschtiroler Bergbahnen Binari Funi e Ruote Dentate, Bahndra, 2020. ISBN 978-0244428709
  • FENIT 1946 1996, FENIT - Roma, 1996.
  • Alcide De Gasperi, I cattolici trentini sotto l'Austria: antologia degli scritti dal 1902 al 1915, con i discorsi al parlamento austriaco. Volume 1 (1902-1908), a cura di Gabriele De Rosa, Roma, 1964.
  • Paolo Piccoli, Armando Vadagnini, Il movimento cattolico trentino dalle origini alla Resistenza, 1844-1945, Trento, Centro di cultura Rosmini, 1989.
  • Ferruccio Barazzuti, La ferrovia dell'alta Anaunia, So.Gra.Ro, Roma, 1984.
  • Mario Forni, Rotaie nelle Valli del Noce - Storia delle ferrovie Trento-Malé e Dermulo-Mendola, UCT, Trento, 1999. ISBN 888624648X.
  • Trento-Malè, una ferrovia per tre valli, ieri e oggi, edizione monografica di Tutto Treno, n. 67, aprile 1994.

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