Linea 1 (metropolitana di Napoli)

Linea 1
Logo
Linea 1 metro napoli.jpg
ReteMetropolitana di Napoli
StatoItalia Italia
CittàNapoli
Apertura1993
Ultima estensione2015
GestoreANM
Sito webwww.anm.it
Caratteristiche
Stazioni18
Lunghezza18 km
Distanza media
tra stazioni
1000 m
Tempo di percorrenza33 min
Trazione1500 V CC (linea aerea)
Scartamento1 435 m
Statistiche
Passeggeri giornalieri150 000 (feriali) 60 000 (festivi)
Passeggeri annuali38 056 560
Mappa della linea
pianta

La linea 1 della metropolitana di Napoli[1], gestita dalla società ANM, è la prima linea con caratteristiche proprie di una metropolitana della città di Napoli.

La tratta operativa, che va dal quartiere di Piscinola fino a piazza Garibaldi, ha una frequenza media di una corsa ogni 9 minuti[2] e si sviluppa lungo 18 km[3] per 18 stazioni con un tempo di percorrenza di 33'. La linea supera un dislivello di 235 metri con una pendenza del 55‰.

Grazie al finanziamento del CIPE approvato il 13 dicembre 2013, nel 2014 sono partiti i lavori per il tratto Garibaldi-Aeroporto Capodichino.[4]

La Linea 1 è nota per aver ricevuto a Londra nel 2009 il premio Most Innovative Approach to Station Development, vincendo fra oltre trecento concorrenti[5], e per le sue stazioni dell'arte, vincitrici di vari premi fra cui quello di Stazione più bella d'Europa per la fermata Toledo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Gli inizi: 1963 - 1971[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1963 l'Ente Autonomo Volturno (EAV) propone al Comune di Napoli il progetto di una funicolare che collega il Vomero con il Museo; la Commissione Comunale dei Trasporti però discute su eventuali soluzioni oltre la funicolare. Intorno alla metà del decennio si discute sulla progettazione e costruzione di una vera metropolitana e l'EAV, nel gennaio del 1966, presenta un progetto per collegare Piazza Matteotti con Piazza Medaglie d'Oro, estendibile fino alla Zona ospedaliera e ai Colli Aminei. L'anno successivo il comune approva l'idea e dà "carta bianca" all'EAV per la realizzazione. L'Ente nel frattempo nomina una commissione per lo studio di una linea metropolitana. La metropolitana doveva essere lunga circa 4,5 chilometri e contare 12 stazioni (la distanza tra ogni stazione era di 375 metri): dopo un anno e mezzo il comune approva il progetto e nel giorno dell'approvazione l'EAV propone una versione aggiornata del progetto chiedendo anche la concessione per la costruzione e l'esercizio, che viene rifiutata.

Tra il 1968 e il 1971 intervengono anche l'ATM che tenta di trovare un'alternativa alla cremagliera e l'ATAN presenta un progetto di massima. Nel 1970 chiede un finanziamento che gli viene negato a causa del non elaborato progetto comprensoriale dei trasporti e così falliscono le idee del progetto di massima. Dopo un anno si ricevono i finanziamenti per la realizzazione, circa 42 miliardi di lire, con le condizioni per realizzare il collegamento fino alla stazione centrale. Il progetto viene realizzato ma lo Stato blocca i fondi e non verrà mai realizzato.

Gli anni settanta: la metropolitana di Napoli[modifica | modifica wikitesto]

Posa della prima pietra a piazza Medaglie d'Oro il 22 dicembre 1976.

Nel 1972 nasce la Società Metropolitana di Napoli, fondata da operatori cittadini e aventi un capitale di circa 1 200 000 lire, presentano un progetto al ministero ma non viene accettato, dopo due anni si ebbe un nuovo rifinanziamento per la concessione di realizzazione della metropolitana, le competenze in materia passano alle regioni e il capitale della società sale a 10 000 000 di lire e contemporaneamente si associano la società della Metropolitana di Milano altre piccole imprese che contribuiscono alla realizzazione e alla produzione di fondi necessari. Alla vigilia di Natale del '74 avviene l'approvazione del progetto con soluzioni ottimali per la tratta Bovio-Garibaldi.

Nel triennio 1975-1977 viene approvato il progetto di massima alla commissione interministeriale, nel '76 entra per la realizzazione anche il Consorzio Metronapoli che acquisterà la Società Metropolitana di Napoli con il pacchetto azionario. Il comune concede alla società Mn di realizzare il progetto, affidandone la Progettazione e la Direzione dei Lavori alla Metropolitana Milanese SpA per il suo alto know how nel settore, avendo già realizzato la Linea rossa e la Linea Verde della metropolitana di Milano. Il 22 dicembre del medesimo anno viene posta dal sindaco Maurizio Valenzi e dall'assessore ai trasporti Luigi Buccico la prima pietra per la Stazione Medaglie d'Oro. L'anno successivo viene presentato il progetto di massima con allungamento fino alla nascente periferia popolare di Scampia e Piscinola con l'annesso deposito, l'appropriazione di quest'ulteriore modifica viene approvata nel 1978 con l'aiuto della Comunità europea. Le stazioni previste erano quindi: Garibaldi - Forcella - Duomo - Bovio - Carità - Dante - Museo - Materdei - Salvator Rosa - Cilea - Vanvitelli - Medaglie d'Oro - Montedonzelli - Rione Alto - Policlinico - Colli Aminei - Frullone - Chiaiano - Piscinola.

Gli anni ottanta: la realizzazione della prima tratta[modifica | modifica wikitesto]

Convoglio della metropolitana di Napoli nel 1996

Nel 1980 si passa alla cantierizzazione di Piazza Vanvitelli. Alla progettazione della stazione partecipa anche l'architetto Michele Capobianco, cui la MM SpA ha affidato il relativo incarico di collaborazione. Il 23 novembre di quell'anno, con la realizzazione di buona parte della stazione e del tratto sotterraneo, il Terremoto dell'Irpinia colpisce lievemente Napoli e i cantieri vengono riveduti per l'adeguamento delle nuove norme antisismiche operato dalla MM SpA con la collaborazione di geologi e strutturisti napoletani. La Comunità Europea finanzia il 33% della spesa totale.

Nel 1983 per mancanza di fondi si bloccano i lavori e nel 1984 il comune accende i mutui per il proseguimento dell'opera. L'anno successivo la MN stipula il contratto per la realizzazione per il tratto Colli Aminei - Piscinola con fondi stanziati dal Comune, dallo Stato e dalla Comunità, in maggio vengono aperti i cantieri per la realizzazione delle stazioni tra piazza Medaglie d'Oro e Colli Aminei. Tra il 1986 e il 1988 aprono i cantieri Colli Aminei-Piscinola e Vanvitelli-Salvator Rosa.

Gli anni novanta: l'apertura delle prime stazioni[modifica | modifica wikitesto]

La prima tratta, da Vanvitelli a Colli Aminei, venne attivata il 28 marzo 1993.[6] Caratteristica dell'intera tratta sotterranea, fatta eccezione per quella realizzata con scavo a cielo aperto (da piazza Vanvitelli a piazza Medaglie d'Oro), sarà quella delle gallerie a doppia canna, una per senso di marcia. Fra le stazioni Vanvitelli e Medaglie d'Oro, inoltre, fu necessario realizzare il piano binari (ovviamente coperto dalla carreggiata stradale mediante un semplice solaio) immediatamente sotto il ponte di via Mario Fiore, riducendo quindi la luce libera sulla sottostante via S.Gennaro ad Antignano (non possono transitarvi, infatti, i veicoli con altezza superiore a 4,5 m.).

Il 19 luglio del 1995 seguì il tratto in viadotto Colli Aminei-Piscinola.[7]

Tra il 1996 e il 2000 aprono i cantieri per Materdei a Dante, Dante a Garibaldi, con il piano generale dei trasporti vengono cambiati i progetti originari unendo in un unico anello la metropolitana, la tratta completa è Piscinola-Dante-Garibaldi-Aeroporto-Piscinola. Viene eliminata dal progetto la stazione Forcella, in quanto troppo vicina a quella di piazza Garibaldi e quindi di fatto inutile. Verrà invece aggiunta la stazione Municipio, con la modifica del tracciato.

Dal 2000 al 2010: l'arrivo nel centro della città[modifica | modifica wikitesto]

Treno in stazionamento a Dante
Inaugurazione della stazione Garibaldi (2 dicembre 2013)

Nel 2001 viene aperta la tratta Vanvitelli-Museo,[8] provvisoriamente esercita a binario unico e servita da un collegamento navetta distinto dal resto della linea. Poco dopo, su questa stessa tratta apre la stazione Salvator Rosa.

Il 27 marzo 2002 viene attivato il prolungamento da Museo a Dante[9] con l'esercizio del doppio binario essendo questa ultima stazione dotata di asta di manovra. Nel 2003 apre la stazione Materdei.

Tra il 2004 e il 2005 la stazione Vanvitelli è soggetta ad un restyling degli ambienti.

Tra il 2006 e il 2007 viene inserito nelle stazioni e sui treni anche un nuovo impianto di diffusione sonora, con annunci più frequenti nelle stazioni e sui convogli in italiano ed inglese, dapprima solo nelle principali stazioni, poi esteso a tutta la linea e ai convogli.

La sopraggiunta crisi economica internazionale del 2008 e la revisione della tratta Dante-Garibaldi, che inizialmente prevedeva il taglio diretto da "Carità" (poi spostata più a sud su "Toledo") a "Bovio" (poi "Università") sotto piazza Matteotti impossibilitato dai ritrovamenti archeologici (soprattutto quelli di piazza Municipio che aprono l'idea allo scenario dell'hub tra le due linee metropolitane leggere urbane), ha fatto sì che non ci fossero aperture negli ultimi anni del decennio.

Dal 2010 al 2020: l'attraversamento del centro cittadino[modifica | modifica wikitesto]

Il 26 marzo 2011 apre la stazione Università con un servizio navetta fino Dante, senza fermate intermedie, in attesa del completamento di Garibaldi.

Il 12 aprile 2012 viene presentata alle autorità la stazione Toledo, entrata in funzione il successivo 17 settembre.

Il 2 dicembre 2013 viene inaugurata alla presenza delle autorità la stazione Garibaldi, aperta al pubblico il successivo 31 dicembre. La sua attivazione permette un importante nodo di scambio con la stazione di Napoli Centrale, con la stazione di Piazza Garibaldi della linea 2 e con la stazione Napoli Garibaldi della Circumvesuviana. Il servizio torna ad essere a doppio binario sull'intera tratta, senza più la necessità di cambiare treno e il superamento del servizio navetta. Essendo l'asta di manovra presente soltanto al Centro Direzionale, la cui stazione è ancora in fase di realizzazione, è obbligatoria la discesa di tutti i viaggiatori a piazza Garibaldi.

Il 23 maggio 2015 viene inaugurata la stazione Municipio, con l'uscita provvisoria in centro piazza e la definitiva (servita da un ascensore) su via Medina, che entra in funzione dal 2 giugno dello stesso anno[10]; della stessa stazione, venne aperta la seconda uscita definitiva su Palazzo San Giacomo il 21 luglio 2017[11] e la terza uscita definitiva su via Depretis (arricchita col monumentale orologio dell'E.A.V. che si collocava lì un tempo) il 21 dicembre 2018[12].

Il 29 novembre 2019 viene inaugurato alla presenza del Ministro Paola De Micheli il lato nord di piazza Garibaldi che, oltre ad essere attrezzato con 150 alberi, un campo per il calcetto e uno per il basket, chioschi attrezzati, giochi per i bambini e una cavea da 2000 posti per spettacoli, è dotato di un nuovo nodo intermodale sotterraneo che porta i viaggiatori con un sistema di scale mobili e tunnel direttamente ai binari della stazione Centrale, della Linea 1 e della Linea 2 del metrò ma anche alla galleria commerciale[13].

Il 14 gennaio 2020 si è verificato un tamponamento tra tre treni presso il capolinea di Piscinola, in corrispondenza del raccordo per il deposito, con 13 feriti lievi, tra cui due macchinisti in serie condizioni.[14][15] I disagi, durati almeno un mese, dovuti al notevole incremento del traffico nell'area nord di Napoli, nonché alla grande difficoltà nell'impiegare le navette bus sostitutive subito dimostratesi del tutto insufficienti allo scopo, sono stati oggetto di una protesta nel quartiere Chiaiano[16] e sono stati lamentati da Franco Porzio, campione della nazionale di pallanuoto e presidente onorario dell'Acquachiara, che si trova nella zona del Frullone.[17]

Sviluppi futuri[modifica | modifica wikitesto]

Mappa futura della linea 1

Il 13 dicembre 2013 è stato approvato dal CIPE il finanziamento di 650 milioni di euro per la tratta Garibaldi-Capodichino Aeroporto. Tale tratta conterrà le fermate intermedie di Poggioreale, Tribunale e Centro Direzionale e correrà in parte parallela alla linea Napoli–Nola–Baiano della Circumvesuviana[18]. Il tratto sotterraneo fra Piazza Garibaldi-Capodichino Aeroporto è parzialmente completo, e il 2 agosto 2014 è stato ufficialmente inaugurato il cantiere per la costruzione della fermata Centro Direzionale[19], la cui apertura è prevista per marzo 2021[20]. Il termine dei lavori per questa tratta è previsto per il 2024.

Risulta in costruzione anche la stazione Duomo tra le stazioni di Università e Garibaldi, la cui apertura è prevista nel corso del 2021[20].

È in costruzione anche la tratta Piscinola-Di Vittorio con quattro nuove fermate (Miano, Regina Margherita, Secondigliano e Di Vittorio). Questa tratta permetterà alla linea 1 di chiudersi e di formare un anello. I lavori sono in capo alla Regione Campania e realizzati da EAV, tuttavia i lavori sono rimasti fermi per anni a causa di un contenzioso fino a quando successivamente il 22 aprile 2017 la Regione Campania con un nuovo stanziamento di fondi per le opere ha avviato il ripristino dei lavori e la riapertura dei cantieri lungo la linea che saranno completati entro il 2022.[21][22]

Il 22 giugno 2020 sono partiti i lavori dell'ultimo tratto Capodichino-Di Vittorio e il termine è previsto per il 2023[23].

Materiale rotabile[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Elettromotrici della linea 1 della metropolitana di Napoli.

I veicoli, alcuni prodotti dalla Firema Trasporti (all'epoca Officine Fiore), altri prodotti da Ansaldo Trasporti e Sofer-Breda Costruzioni Ferroviarie, sono le Metronapoli M1, costruite tra il 1991 e il 1992 e in uso dal 1993. Per aumentare la frequenza delle corse, sono stati destinati 87,6 milioni di euro alla società spagnola CAF per l'acquisto di 10 nuovi convogli che dovrebbero diventare 20 con un successivo investimento per un totale di 192 milioni, i primi convogli saranno consegnati a partire dal 2020.[24]

Il 24 maggio 2019 vengono mostrate le prime immagini dei nuovi convogli INNEO in costruzione presso la CAF di San Sebastián.[25] È stata confermata la costruzione di 19 convogli, lunghi 108 metri e composti da 6 casse, con una capacità di 1200 persone.[26] La prima consegna è avvenuta il 9 marzo 2020, mentre l'entrata in servizio è prevista per gennaio del 2021.[27] Il 16 giugno 2020 è sbarcato a Salerno, proveniente dalla Spagna, il secondo convoglio.

Fermate[modifica | modifica wikitesto]

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Garibaldi Logo linea 2 Napoli.svg Bahn aus Zusatzzeichen 1024-15.svg Italian traffic signs - icona stazione.svg Italian traffic signs - icona tram inv 2.svg Urban trolleybus inv 2.svg Aiga bus inv.svg
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Università Urban trolleybus inv 2.svg Aiga bus inv.svg
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Municipio Italian traffic signs - icona tram inv 2.svg Urban trolleybus inv 2.svg Aiga bus inv.svg
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Toledo Urban trolleybus inv 2.svg Aiga bus inv.svg
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Dante Urban trolleybus inv 2.svg Aiga bus inv.svg
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Museo Logo linea 2 Napoli.svg Urban trolleybus inv 2.svg Aiga bus inv.svg
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Materdei
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Salvator Rosa Aiga bus inv.svg
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Quattro Giornate Aiga bus inv.svg
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Vanvitelli BSicon FUNI.svg Aiga bus inv.svg
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Medaglie d'Oro Aiga bus inv.svg
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Montedonzelli Aiga bus inv.svg
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Rione Alto Aiga bus inv.svg
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Policlinico Aiga bus inv.svg
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Colli Aminei Aiga bus inv.svg
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Frullone Aiga bus inv.svg
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Chiaiano Aiga bus inv.svg
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Piscinola Logo Metropolitane Italia.svg Aiga bus inv.svg

Cronologia[modifica | modifica wikitesto]

  • 1993 marzo - inaugurata la prima tratta da Vanvitelli a Colli Aminei, che si snoda per 4 km
  • 1995 luglio - inaugurata la tratta da Colli Aminei a Piscinola - 5 km
  • 2001 aprile - inaugurate nella tratta da Vanvitelli a Dante, le stazioni di Cilea - Quattro Giornate, Salvator Rosa e Museo
  • 2002 marzo - inaugurata la stazione Dante
  • 2002 giugno - viene inaugurato il corridoio di interscambio tra la linea 1 e la linea 2 (stazioni Museo - Cavour)
  • 2002 dicembre - inaugurate le nuove uscite delle stazioni Salvator Rosa e Rione Alto
  • 2003 luglio - viene inaugurata la stazione Materdei
  • 2005 marzo - anche la stazione Vanvitelli diviene una Stazione dell'Arte grazie ad un intervento di restyling
  • 2006 febbraio - viene inaugurata la seconda uscita della stazione Montedonzelli
  • 2009 ottobre - inaugurata seconda uscita della stazione Policlinico
  • 2011 marzo - viene inaugurata la stazione Università
  • 2012 settembre - viene inaugurata la stazione Toledo
  • 2013 settembre - inaugurata l'uscita Montecalvario della stazione Toledo
  • 2013 dicembre - viene inaugurata la stazione Garibaldi
  • 2015 aprile - viene inaugurato il corridoio di collegamento sotterraneo tra la stazione Garibaldi e la stazione ferroviaria di Napoli Centrale
  • 2015 maggio - inaugurata la stazione Municipio
  • 2016 aprile - inaugurata la seconda uscita della stazione Colli Aminei
  • 2017 luglio - inaugurata l'uscita della stazione Municipio antistante palazzo San Giacomo
  • 2018 dicembre - inaugurata l'uscita della stazione Municipio presso Via Depretis
  • 2019 novembre - inaugurato il lato nord di piazza Garibaldi con il suo nuovo nodo sotterraneo di interscambio intermodale

Parcheggi di interscambio[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito sono elencati i parcheggi d'interscambio della metropolitana di Napoli, creati per agevolare l'intermodalità:

  • Montedonzelli
  • Policlinico-Cardarelli
  • Colli Aminei
  • Frullone-San Rocco
  • Chiaiano-Marianella
  • Piscinola-Scampia

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ NAPOLI M1, su www.metropolitanamilanese.it. URL consultato il 22 luglio 2017.
  2. ^ Paola Arrighini, ANM Web Site - Frequenza delle corse, su www.anm.it. URL consultato il 22 luglio 2017.
  3. ^ ANM - Linea 1, su www.anm.it. URL consultato il 22 luglio 2017.
  4. ^ Francesco Nariello, Metropolitana di Napoli, l'obiettivo è un treno ogni quattro minuti, in Edilizia e Territorio - Il Sole 24 Ore. URL consultato il 22 luglio 2017.
  5. ^ La metropolitana di Napoli vince l'Oscar dei trasporti, in Ingegneri.info, 9 aprile 2009. URL consultato il 22 luglio 2017.
  6. ^ Metropolitana di Napoli, in I Treni Oggi, n. 137, Salò, Editrice Trasporti su Rotaie, maggio 1993, p. 8, ISSN 0392-4602 (WC · ACNP).
  7. ^ Metropolitana di Napoli, in I Treni, anno XVI, n. 163, Salò, Editrice Trasporti su Rotaie, settembre 1995, p. 6, ISSN 0392-4602 (WC · ACNP).
  8. ^ Linea Vanvitelli Museo. Navette per i trasferimenti - la Repubblica.it, in Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 22 luglio 2017.
  9. ^ Metropolitana di Napoli, in I Treni, n. 237, Salò, Editrice Trasporti su Rotaie, maggio 2002, p. 6, ISSN 0392-4602 (WC · ACNP).
  10. ^ METRO LINEA 1: MARTEDI 2 GIUGNO APRE AL PUBBLICO LA STAZIONE MUNICIPIO, su www.anm.it.
  11. ^ STAZIONE MUNICIPIO: APERTA TERZA USCITA LATO PALAZZO SAN GIACOMO, su www.anm.it.
  12. ^ Inaugurata l'uscita di via Depretis della stazione Municipio della metropolitana, su napoli.repubblica.it.
  13. ^ Napoli, ecco la nuova piazza Garibaldi - Campania, su Agenzia ANSA, 29 novembre 2019. URL consultato il 7 dicembre 2019.
  14. ^ Napoli, scontro tra treni nella metro 1 tra Colli Aminei e Piscinola: 13 feriti, gravi 2 macchinisti, su Il Messaggero, 14 gennaio 2020. URL consultato il 14 gennaio 2020.
  15. ^ Scontro fra treni sulla Metropolitana di Napoli: ci sono dei feriti, su NapoliToday. URL consultato il 14 gennaio 2020.
  16. ^ Stazioni metro chiuse dopo l’incidente, cittadini in piazza: "Ci hanno abbandonati", su Fanpage. URL consultato il 3 febbraio 2020.
  17. ^ "Tutta la zona del Frullone è diventata irraggiungibile per la popolazione, con enormi disagi per i cittadini e gravissimi, incalcolabili danni per gli imprenditori della zona." L’area Nord di Napoli isolata da un mese: lo sfogo del campione Franco Porzio, su Fanpage. URL consultato il 3 febbraio 2020.
  18. ^ Linea 1: tratta Centro Direzionale-Capodichino-Di Vittorio, su silos.infrastrutturestrategiche.it. URL consultato il 23 luglio 2017.
  19. ^ Redazione Corriere del mezzogiorno, Metrò, apre il cantiere al Centro direzionale, in Corriere del Mezzogiorno, 2 agosto 2014.
  20. ^ a b Si inaugura la nuova Piazza Garibaldi, Cascetta: "Entro il 2020 pronte la stazione Duomo e la Linea 6", su Repubblica.it, 29 novembre 2019. URL consultato il 10 dicembre 2019.
  21. ^ Bando (PDF), su regione.campania.it.
  22. ^ Metropolitana, quattro nuove stazioni entro il 2022, su NapoliToday. URL consultato l'11 maggio 2019.
  23. ^ VIDEO Via ai lavori della stazione Capodichino-Di Vittorio, metro di Napoli più vicina all’aeroporto, su dire. URL consultato il 22 giugno 2020.
  24. ^ Ferrovie.it - Napoli, firmato contratto per nuovi treni Linea 1, in Ferrovie.it. URL consultato il 10 novembre 2017.
  25. ^ Metropolitane: ecco come saranno i nuovi treni della linea 1 di Napoli, in Ferrovie.Info. URL consultato il 24 maggio 2019.
  26. ^ Sbarca a Napoli il nuovo treno per la Metropolitana, su ferrovie.it. URL consultato il 15 marzo 2020.
  27. ^ Arriva il primo vagone dei nuovi treni della metropolitana: "Presto le prove", su NapoliToday, 10 marzo 2020. URL consultato il 15 marzo 2020.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giovanni Argenziano, Antonio De Risi, Luigi Falcone, Marco Piccoli, La metropolitana di Napoli, in Ingegneria Ferroviaria, anno XLVIII n. 5 (maggio 1993), pp. 208–223.
  • Metropolitana a Napoli, in "I Treni Oggi" n. 138 (giugno 1993), pp. 28–31.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]