Liang Hongyu

Liang Hongyu

Liang Hongyu[1] (梁氏; 11021135) è stata una militare cinese della dinastia Song.

È una delle donne guerriere più note della Cina assieme a Hua Mulan, Qin Liangyu e He Yufeng.[2]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Originaria di Yingkou, in giovane età imparò l'arte del kung fu da suo padre. Rimasta orfana, fu venduta ad un bordello, dove apprese le arti della musica e della danza, divenendo presto una delle più note cortigiane della Cina meridionale.[3] Non è certo se fosse una guanji (un'intrattenitrice degli ufficiali durante i banchetti) oppure se appartenesse alla classe delle yuehu, ovvero quella delle intrattenitrici ereditarie.[4]

Conobbe Han Shizong, che presto sarebbe diventato generale, e i due si sposarono l'anno successivo. Liang Hongyu seguì suo marito in molte spedizioni militari. Nel 1130, durante la battaglia di Huangtiandang sul Fiume Azzurro nella quale Han Shizong combatté le forze Jīn, Liang Hongyu scese in campo di battaglia e suonò i tamburi per risollevare i soldati.[3] L'esercito Jīn fu sconfitto[4] e Liang Hongyu fu insignita di un titolo onorifico dalla corte imperiale per il suo eroismo.[3]

Nel 1135 divenne jiedushi di Wuning Anhua. Insieme a suo marito ricostruì la fortezza di Chuzhou e ne rinforzò le difese.[5]

La figura di Liang Hongyu divenne molto popolare nella letteratura e contribuì ad alimentare il mito delle donne guerriere tipico dei periodi Ming e Qing, un tema che si fece ricorrente anche all'Opera di Pechino.[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nell'onomastica cinese il cognome precede il nome. "Liang" è il cognome.
  2. ^ (EN) Louise P. Edwards, Men and Women in Qing China: Gender in the Red Chamber Dream (Sinica Leidensia), University of Hawaii Press, 2001, p. 87, ISBN 978-0824824686.
  3. ^ a b c (EN) Melissa Ditmore (a cura di), Encyclopedia of Prostitution and Sex Work, vol. 1, Greenwood Press, 2006, p. 252.
  4. ^ a b c (EN) Lily Xiao Hong Lee e Sue Wiles, Biographical Dictionary of Chinese Women, Volume II. Tang Through Ming 618 - 1644, Taylor & Francis, 2015, p. 238.
  5. ^ (EN) Barbara Bennet Peterson, Notable Women of China: Shang Dynasty to the Early Twentieth Century, M. E. Sharpe, 2000, p. 275, ISBN 978-0765605047.

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Controllo di autoritàVIAF (EN2847150264372405860003 · ISNI (EN0000 0004 9849 5397 · LCCN (ENno2017101975