Funivia di San Luca

Coordinate: 44°28′46.35″N 11°17′43.64″E / 44.479542°N 11.295455°E44.479542; 11.295455

Funivia di San Luca
Funivia Di SanL uca.jpg
Localizzazione
StatoItalia Italia
LocalitàBologna
Dati tecnici
Tipofunivia
Stato attualeSmantellata
Apertura1931
Chiusura1976
GestoreSACEF
Percorso
Stazione a valleBologna, ~60 m
Stazione a monteColle della Guardia, ~280 m
Tempo di percorrenza~7 minuti
Lunghezza1328 m
Dislivello220 m
Trasporto a fune

La funivia di San Luca era un impianto a fune che collegava la periferia di Bologna al Santuario della Madonna di San Luca e fu attivo dal 1931 al 1976.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fin dal XVII secolo la città di Bologna era collegata al santuario da un portico. Alla fine del XIX si pensò di costruire un mezzo di trasporto pubblico per evitare l'ardua salita.

La prima proposta risale al 1882, quando l'ingegnere Alessandro Ferretti propose la costruzione di una funicolare parallela al porticato; l'impianto fu realizzato nel 1888 ma ebbe vita breve, chiudendo quello stesso anno.

Nel 1928 la Società Anonima Costruzioni ed Esercizio Funivie (SACEF, partecipata dal Comune di Bologna e dalla Cassa di Risparmio) ottenne una concessione per un impianto a fune e iniziò i lavori di costruzione. La funivia fu collaudata nel 1930 e aperta al pubblico il 21 aprile 1931. L'inaugurazione ufficiale avvenne il 14 maggio 1931 alla presenza del ministro Costanzo Ciano e del sottosegretario Leandro Arpinati, ex podestà di Bologna. Chiusa nel settembre 1944 a causa della guerra, riaprì l'8 aprile 1950.

La funivia, oltre che dai turisti e pellegrini, fu molto utilizzata dagli abitanti del colle che la utilizzavano come mezzo pubblico per arrivare in città. Lo stesso quartiere di Bologna ove era posta la stazione a valle è chiamato funivia proprio per la presenza di questo impianto.

Con l'aumento del trasporto privato iniziò il lento declino per la funivia. Negli anni '70 la società di gestione si era molto indebitata, a causa dei lavori di revisione e adeguamento alle nuove norme, e il numero dei passeggeri non riusciva a coprire le uscite. L'ATC, che dal 1975 gestiva il trasporto pubblico in città, si rifiutò di subentrare per non doversi accollare i debiti per la nuova linea dei bus, e quindi il 7 novembre 1976 fu l'ultimo giorno di servizio per la funivia che in seguito fu smantellata.

Le strutture che facevano parte della funivia sono ancora riconoscibili: la stazione a monte è abbandonata, ma ben visibile vicino al santuario, così come il pilone. La stazione a valle è stata trasformata in condominio, ma senza alterarne significativamente la struttura.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

La funivia era un impianto del tipo "va e vieni" con una lunghezza di 1328 m che superava un dislivello di 220 metri. Le cabine avevano una portata di 20 persone e la velocità era di 3,6 m/s, portata nel 1950 a 4,5. La stazione a monte era raggiunta con due campate, sorrette da un unico pilone di cemento alto 25 metri. Caratteristica peculiare della funivia era l'assenza delle "fosse" per le cabine nelle due stazioni a causa della limitata pendenza delle funi.

Il capolinea inferiore era posto in prossimità del bivio di Villa Pardo, l'attuale incrocio tra via Don Luigi Sturzo, via Porrettana e via Andrea Costa[1], ove giungeva la linea 11 delle tranvie elettriche urbane.


Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • "Ha quasi mezzo secolo la funivia di San Luca". In: Il Resto del Carlino, 12 novembre 1976.
  • Fabio Formentin, Paolo Rossi, Storia dei trasporti urbani di Bologna, Calosci, Cortona (AR), 2004, ISBN 88-7785-204-6.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Funivia di San Luca, su bolognaracconta.com (archiviato dall'url originale il 22 maggio 2015).
  1. ^ Gelateria artigianale a Bologna Cremeria Funivia, su www.cremeriafunivia.com. URL consultato il 18 giugno 2020.