Funicolare di Salsomaggiore

Coordinate: 44°48′32.89″N 9°59′14.21″E / 44.809137°N 9.98728°E44.809137; 9.98728

Funicolare di Salsomaggiore
Funicolare Ferretti - Salsomaggiore.jpg
La funicolare Ferretti con il suo costruttore
Localizzazione
StatoItalia Italia
LocalitàSalsomaggiore Terme
Dati tecnici
Tipofunicolare
Stato attualeSoppressa
Apertura1898
Chiusura1912
Portata240 passeggeri/ora
GestoreAlessandro Ferretti
Percorso
Stazione a valleSalsomaggiore, giardini Romagnosi
Stazione a monteSalsomaggiore, villa Paradiso
Lunghezza700 m
Pendenza max20%
Trasporto a fune

La funicolare di Salsomaggiore, altrimenti nota come funicolare Ferretti[1], fu un impianto di risalita realizzato a scopi turistici che ebbe vita breve: inaugurata nel 1898, la sua soppressione risale al 1912.

Progettata da un noto costruttore di impianti di questo tipo, la funicolare recava i turisti in arrivo alla località termale, allora collegata mediante la tranvia Borgo San Donnino-Salsomaggiore, fino a villa Paradiso, un albergo-ristorante posto sul monte Cucco.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Panorama di Salsomaggiore con il binario della funicolare

Nel 1890 il tenore Gaetano Ortisi si fece costruire una villa sul monte Cucco, posto fra Salsomaggiore e la frazione Tabiano Terme[2]; la stessa fu in seguito trasformata in chalet quale "luogo di ritrovo" a cura del nuovo proprietario, la ditta Campari & C. e rinominata villa Paradiso[2]. Tale villa sorgeva ad oltre un centinaio di metri di altitudine, in posizione panoramica, e risultava fino ad allora raggiungibile attraverso "un ombreggiato, ma ripido e faticoso sentiero".[3].

Per agevolare l'afflusso di visitatori l'ingegner Alessandro Ferretti ottenne la concessione per la progettazione e l'esercizio[2] di una ferrovia a trazione funicolare per il collegamento con la villa che avrebbe avuto origine a partire dai giardini Romagnosi, i quali sorgevano presso le "Grandiose Terme Magnaghi", inaugurate nel 1895[4].

Ferretti sfruttò le competenze già maturate nella progettazione di analoghi impianti di Mondovì, Bergamo, Orvieto, Ortona-mare, Sorrento e Monte dei Cappuccini (Torino); nelle sue intenzioni, il progetto avrebbe dovuto essere completato al fine di collegare Salsomaggiore con Tabiano per mezzo di un'infrastruttura di cui la tratta fino a villa Paradiso doveva rappresentare il tratto[3]. La mancata realizzazione di tale prolungamento portò ad assimilare quella di Salsomaggiore all'analoga soluzione che lo stesso Ferretti aveva conseguito con la costruzione della funicolare di Montecatini Terme[5].

Ottenuta l'autorizzazione ed avviati i relativi lavori, la funicolare fu aperta nel 1898[6].

A causa di sopravvenute difficoltà finanziarie che avevano colpito la società di gestione[7], l'impianto fu chiuso nel 1912, a favore della trazione termica: il tracciato fu riadattato per il transito degli omnibus-automobili[8].

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Lungo complessivamente 700 metri, l'impianto era costituito dal classico sistema funicolare "a va e vieni" con due vetture che si incrociavano al centro del percorso, superando una pendenza compresa fra il 10 e il 20%[2][9].

Il binario era costruito a scartamento metrico e la circolazione nei due sensi avveniva con una corsa ogni cinque minuti; le due vetture potevano trasportare 15-20 passeggeri ciascuna. La sicurezza dell'impianto era garantita dal "sistema Ferretti", consistente in un freno automatico che si azionava in caso di rottura della fune traente e in un regolatore automatico della velocità a forza centrifuga[3].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ F. Ogliari e F. Sapi, Ritmi di ruote, op. cit., p. 123.
  2. ^ a b c d F. Ogliari e F. Sapi, Ritmi di ruote, op. cit., p. 122.
  3. ^ a b c Roberto Tanzi, Calendario storico di Salsomaggiore 2007 - Introduzione. URL consultato nel giugno 2015.
  4. ^ Leonardo Lupini, Magnaghi. URL consultato nel giugno 2015.
  5. ^ E. Leona ed E. Orlandi, Salsomaggiore, Tabiano, Sant'Andrea, Battei, Parma, 1899, pp. 243-245.
  6. ^ G. Cornolò e F. Ogliari, La funicolare Salsomaggiore - Monte Cucco (1898-1912), op. cit.
  7. ^ Leonardo Lupini, Funicolare Archiviato il 3 giugno 2015 in Internet Archive.. URL consultato nel giugno 2015.
  8. ^ F. Ogliari e F. Sapi, Ritmi di ruote, op. cit., pp. 282-283.
  9. ^ Un'immagine d'epoca è pubblicata su I Treni, n. 110, dicembre 1990, p. 30.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Francesco Ogliari e Franco Sapi, Ritmi di ruote. Storia dei trasporti italiani volume 10°. Emilia-Romagna, a cura degli autori, Milano, 1969.
  • Giovanni Cornolò e Francesco Ogliari, La funicolare Salsomaggiore - Monte Cucco (1898-1912), in Si viaggia... anche all'insù. Le funicolari d'Italia. Volume primo (1880-1900), Arcipelago edizioni, Milano 2004, pp. 384-391.

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