Chambéry

Chambéry
comune
Chambéry – Stemma
Chambéry – Bandiera
Chambéry – Veduta
Chambéry – Veduta
Panorama della città
Localizzazione
StatoBandiera della Francia Francia
RegioneAlvernia-Rodano-Alpi
Dipartimento Savoia
ArrondissementChambéry
CantoneChambéry-1
Chambéry-2
Chambéry-3
Amministrazione
SindacoThierry Repentin (PS) dal 4-7-2020
Territorio
Coordinate45°33′59″N 5°55′15″E / 45.566389°N 5.920833°E45.566389; 5.920833 (Chambéry)
Altitudine270 m s.l.m.
Superficie20,99 km²
Abitanti58 272[1] (2009)
Densità2 776,18 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale73000
Fuso orarioUTC+1
Codice INSEE73065
Targa73
Nome abitantiChambériens/Chambériennes
MottoCustodibus istis
(Latino: A queste guardie)
Cartografia
Mappa di localizzazione: Francia
Chambéry
Chambéry
Chambéry – Mappa
Chambéry – Mappa
Sito istituzionale

Chambéry (pronuncia francese [ʃɑ̃be'ʁi] o IPA /ʃɑ̃be'ʁi/), Chambèri in arpitano; in italiano Ciamberì[2] o Sciamberì[3]) è un comune francese di 58272 abitanti, capoluogo della Savoia.

Fondata in epoca romana, divenne nel basso medioevo la capitale del Ducato di Savoia fino a quando, nel 1563, fu soppiantata da Torino. Appartenente fino al XIX secolo ai territori amministrati da casa Savoia tranne un breve periodo tra il 1792 e il 1815, nel 1860 fu ceduta da Vittorio Emanuele II alla Francia insieme a tutti i territori a ovest delle Alpi come contropartita per l'aiuto garantito da Napoleone III al Regno di Sardegna nel corso della seconda guerra d'indipendenza italiana.

Costituisce uno dei poli più significativi del cosiddetto Solco alpino e ha ottenuto il titolo di Città alpina dell'anno 2006.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Camefriacum, 1016 (Cart. Saint-André, Append., n° 44); Camberiacum, 1029. Secondo l'abate A. Gros, da un Cambariacum, possedimento di un certo Cambarius, proveniente da cambarus, cioè astice (chambero in francoprovenzale).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Da Chambéry, in epoca romana, passava la via delle Gallie, strada romana consolare fatta costruire da Augusto per collegare la Pianura Padana con la Gallia. L'antico borgo sorse nei pressi di un castello del X secolo; all'inizio dell'XI secolo passò a Goffredo di Chambéry. Berlione II fondò successivamente la città di Villeneuve de Chambéry, che fu unita alla città vecchia da Amedeo V di Savoia nel 1288. Passò poi ai francesi nel 1536 e di nuovo ai Savoia nel 1559. Quando nel XVIII secolo la contea di Savoia divenne provincia di Savoia, una delle sei suddivisioni dell'intendenza generale della Savoia, Chambéry ne era inclusa.[4]

A seguito dell'occupazione del generale Montesquiou il 22 settembre 1792, la provincia fu annessa al territorio della Repubblica francese con il decreto del 27 novembre successivo, con il nome di Dipartimento del Monte Bianco. Così, sui nove distretti creati, quello di Chambéry era diviso in 22 cantoni, che raggruppavano 183 comuni.[5] Con la restaurazione, Chambéry tornò a far parte del Regno di Sardegna. Dopo alterne vicende, nel 1860, in base al trattato di Torino, fu annessa con l'intera Savoia alla Francia.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Chambéry è collegata per via aerea grazie all'Aeroporto di Chambéry Aix-les-Bains, noto anche con il nome commerciale di Aeroporto di Chambéry Savoia, situato a 8,3 km a nord-nord-ovest dal centro, nei pressi di Le Bourget-du-Lac e del lago del Bourget, e a 6,5 km sud-ovest da Aix-les-Bains.[7]

Sotto il punto di vista ferroviario, lo scalo principale della città è la Stazione di Chambéry - Challes-les-Eaux

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

La città intrattiene rapporti di gemellaggio con[8][9]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ INSEE popolazione legale totale 2009
  2. ^ Gazzetta piemontese, 1º luglio 1826, su books.google.it. URL consultato il 31 marzo 2011.
  3. ^ Vocabolario italiano e latino: diviso in due tomi, su books.google.it. URL consultato il 31 marzo 2011.
  4. ^ (FR) J.-J. Vernier, Études historiques et géographiques sur la Savoie, Le Livre d'Histoire - Res Universis, 1896 (edizione 1993), ISBN 2-7428-0039-5, issn=0993-7129, p. 60.
  5. ^ (FR) J.-J. Vernier, Études historiques et géographiques sur la Savoie, Le Livre d'Histoire - Res Universis, 1896 (edizione 1993), ISBN 2-7428-0039-5, issn=0993-7129, p. 96
  6. ^ (FR) La Galerie Eurêka, su www.chambery.fr. URL consultato il 20 settembre 2022.
  7. ^ (FREN) LFLB — CHAMBERY AIX LES BAINS (PDF), su SIA : Service d'information aéronautique, http://www.sia.aviation-civile.gouv.fr/. URL consultato il 2 maggio 2016 (archiviato dall'url originale il 7 maggio 2016).
  8. ^ (FR) Relazioni internazionali, su chambery.fr. URL consultato il 3 ottobre 2021.
  9. ^ (FR) Villes en cooperation, su chambery.fr. URL consultato il 3 ottobre 2021.
  10. ^ (FR) Torino, su chambery.fr. URL consultato il 3 ottobre 2021.
  11. ^ (FR) Albstadt, su chambery.fr. URL consultato il 3 ottobre 2021.
  12. ^ (FR) Ouahigouya, su chambery.fr. URL consultato il 3 ottobre 2021.
  13. ^ (FR) Shawinigan, su chambery.fr. URL consultato il 3 ottobre 2021.
  14. ^ (FR) Documento gemellaggio Zhangjiakou (PDF), su chambery.fr. URL consultato il 3 ottobre 2021.

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